Uzbekistan Storia

Uzbekistan Storia. L'Uzbekistan, che si estende lungo il corso superiore dell'Amu-Darya, del Syr-Darya e dei relativi affluenti, si è sempre distinto dal resto dell'Asia centrale poiché abitato da popolazioni più sedentarie che nomadi, con metodi agricoli e abitudini comunitarie rimasti praticamente immutati dal VI secolo a.C. al XIX.

Impero Persiano

La regione, che faceva parte dell'impero persiano, fu invasa nel IV secolo a.C. da Alessandro Magno, il quale sposò la figlia di un capo locale nei pressi di Samarcanda. Sotto la dinastia kusana si diffuse il buddhismo e attraverso la Via della Seta s'instaurarono rapporti pacifici con il resto del mondo, favorendo così lo sviluppo di città fiorenti.

Nel VI secolo d.C. dalle steppe giunsero i turchi occidentali che portarono la religione islamica e l'alfabeto scritto. Quando i turchi si spostarono in cerca di pascoli più verdi, la Persia tornò a esercitare nuovamente il suo potere, finche’ Gengis Khan e le sue orde invasero la regione.

Il condottiero Tamerlano

L'Uzbekistan tornò a essere fiorente nel XIV secolo con l'ascesa di Tamerlano, lo spietato condottiero e mecenate che fece di Samarcanda una splendida capitale islamica.

All'incirca in questo periodo alcune tribù mongole cominciarono a chiamarsi con il nome di 'uzbeki' e nel XIV secolo iniziarono a spostarsi verso sud conquistando alla fine l'impero di Tamerlano. Nel 1510 tutta la regione compresa tra l'Amu-Darya e il Syr-Darya apparteneva agli uzbeki che ne hanno mantenuto il controllo fino a oggi. All'inizio del XVIII secolo il khan di Khiva chiese aiuto allo zar Pietro il Grande per difendere la sua terra da turkmeni e kazaki, risvegliando così per la prima volta l'interesse della Russia per questa regione.

L'influenza della Russia

Ma quando i russi si decisero a marciare su Khiva, il khan non volle più la loro protezione e fece sterminare quasi tutto il loro esercito. A parte qualche attacco minore, il successivo tentativo fatto dai russi fu nel 1839 per iniziativa dello zar Nicola che mirava a impedire l'espansione nella zona degli inglesi; anche questa missione non fu un successo. Venticinque anni dopo i russi presero nuovamente l'iniziativa e questa volta, nel 1875, sottomisero la regione.

Dopo la rivoluzione russa del 1917, i bolscevichi proclamarono la Repubblica Socialista Sovietica Autonoma del Turkestan, benché’ la maggior parte della popolazione s'identificasse non in una nazione ma in una etnia, turca o persiana. Nell'ottobre 1924 fu proclamato l'Uzbekistan, che però cambiò aspetto e proporzioni diverse volte nel corso degli anni seguenti. Per i contadini uzbeki il principale impatto con il governo sovietico fu la collettivizzazione forzata delle loro fattorie e il massiccio passaggio alla coltura del cotone. Per l'intellighenzia lo stalinismo significò purghe devastanti.

Indipendenza Uzbekistan

Il primo serio movimento popolare uzbeko non comunista fu fondato nel 1989 per ottenere il riconoscimento dell'uzbeko quale lingua ufficiale e denunziare gli effetti della monocoltura del cotone. Anche se (o forse proprio perché) il movimento godeva del favore di molti sostenitori, gli fu impedito di partecipare alle elezioni.

Dopo il colpo di stato a Mosca nel 1991, l'Uzbekistan divenne indipendente e il partito comunista si limitò a cambiare nome, mantenendo il vecchio apparato di controllo. Il leader del partito, Karimov, è rimasto ben saldo al potere soprattutto perché ai veri gruppi di opposizione è stato finora impedito di partecipare alle elezioni.

Uzbekistan Storia presidente Karimov

Negli anni seguenti Karimov ha provveduto a consolidare il proprio potere e il dissenso è diminuito, grazie anche alle restrizioni ai viaggi e all'attivismo politico, al controllo dei mass media, all'introduzione di un vero e proprio stato di polizia e alla costante minaccia della violenza. Ufficialmente l'Uzbekistan è una democrazia pluripartitica, ma in realtà i gruppi di opposizione vengono sistematicamente messi a tacere.

Nel 1995 un referendum sul prolungamento del mandato di Karimov fino al 2000 ha ottenuto il 99% dei si. Gli osservatori internazionali non sono stati invitati a presenziare il referendum. Il Parlamento Uzbeko (Oliy Majlis), che si riunisce per circa dodici giorni in un anno ha, di conseguenza, deciso che il referendum dovesse essere recepito come un'estensione del primo mandato presidenziale, prolungandone pertanto l'estensione fino al 2005.

Nel 1999 gruppi militanti islamici hanno cercato di rovesciare il governo e il 16 febbraio dello stesso anno l'esplosione di una serie di bombe a Tashkent ha provocato la morte di 13 persone e il ferimento di altre 128. Il governo ha addossato la responsabilità degli attentati proprio ai gruppi islamici e ha arrestato ed esiliato molte persone nei paesi confinanti.

Questi gruppi di esiliati hanno iniziato, dal 1999/2000, a fare incursioni in Uzbekistan dal vicino Tagikistan e hanno ricevuto aiuti da Osama bin Laden. Il terreno di reclutamento privilegiato da Al-Qaeda è la Valle di Fergana. Gli abitanti della valle, tendenzialmente pacifici, sono stati costretti dalla povertà, dalla disoccupazione e dalla disaffezione verso il governo a ingrossare la guerriglia. I caccia uzbeki non sono ancora riusciti a espellere i guerriglieri islamici asserragliati sul confine meridionale.

Nelle elezioni del gennaio 2000, Karimov ha vinto con il 91,9% dei voti con un'affluenza alle urne pari al 95%. Sia i membri dell'OSCE (Organization for the Security and Co-operation in Europe) sia quelli dell'ODIHR (OSCE Office for Democratic Institutions and Human Rights) hanno manifestato le proprie riserve sulla correttezza di tutto il meccanismo elettorale e su tutte le fasi di voto. Essi non hanno pertanto inviato osservatori. Un referendum del gennaio 2002 ha esteso il mandato presidenziale di altri sette anni, in modo che Karimov possa restare in carica fino al 2008.

Il nuovo presidente 2016

Con la morte di Karimov avvenuta il 2 settembre 2016 il nuovo presidente è Shavkat Mirziyoyev che sembra voler apportare delle novità rispetto al passato. Un primo segnale è la volontà di allentare il regime dei visti turistici per i viaggi in Uzbekistan dapprima promesso per il 2017 poi procrastinato al 2021. Ma anche l'allentamento della repressione nei confronti degli oppositori politici e di coloro che si battono per i diritti civili nel paese.

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