Oman, storia e archeologia

Oman storia e sviluppo del Sultanato della penisola dell'Arabia. Grazie alla sua posizione strategica, il Sultanato di Oman ha da sempre rappresentato un importante crocevia per popolazioni provenienti dall’Africa e dall’Asia. Questo scambio culturale ne hanno influenzato la storia e la cultura, creando così un ricco patrimonio di incredibile bellezza.

Oman Storia

Come per molte altre zone dell'Arabia, i primi insediamenti conosciuti dell'Oman datano al terzo millennio a.C. In quell'epoca un impero noto come Magan si sviluppò lungo il Batinah (la costa settentrionale del paese), grazie ai ricchi giacimenti di rame scoperti nelle colline intorno a Sohar. L'economia della regione declinò nei secoli seguenti e verso il 563 a.C. la parte settentrionale dell'Oman fu inglobata nell'impero dei persiani achemenidi.

Il sud, ovvero la zona di Dhofar, conobbe invece un grande sviluppo dovuto agli alberi dell'incenso che vi crescevano. Questa gomma aromatica, una delle sostanze più ricercate del mondo antico, fu infatti la fonte delle ricchezze dell'Arabia fino al VI secolo d.C. Nel Governatorato di Dhofar ad est della città di Salalah si trova Samharam, noto per essere parte della strada dell'incenso. Nel sito si trovano le tracce e la storia di un'antica civiltà che gestiva i commerci tra il Dhofar e il resto del mondo. Il porto ha acquisito fama e potenza quando i vasi di incenso dell'Oman legati a Balqees, la Regina di Saba, partivano e sbarcavano nel suo porto.

I ricercatori fanno risalire la città di Samharam al 3000 a.C. L'area è attualmente chiamata Bokhor Rori ed è il corso naturale delle famose cascate del Darbat. Il porto Moshka Port, era già conosciuto in due rotoli greci risalenti all'epoca tra il I e ​​il II secolo d.C. Gli scavi archeologici nella città di Samharam hanno portato alla luce una serie di rotoli, un antico tempio, monete e manufatti storici che indicavano tutti una stretta associazione storica con l'India, le civiltà sorte tra i fiumi Tigri ed Eufrate e l'area del fiume Nilo.

Verso la metà dell'VIII secolo d.C. le tribù dell'Oman settentrionale invasero il resto dell'Arabia conquistando in breve tempo Medina, in seguito espugnata dagli abbasidi; nonostante la sconfitta, il paese riuscì comunque a sottrarsi in certa misura al controllo dei conquistatori e fino al 1506, quando i portoghesi iniziarono a solcare l'Oceano Indiano in cerca di bottino, la potenza navale omanita ebbe pochi rivali nella zona. I portoghesi occuparono l'Oman per oltre un secolo, fino a quando furono espulsi dall'imam, il sultano ibn Sayf, nel 1650.

Impero dellOman

La vittoria contro i portoghesi segnò l'inizio di una grande espansione e alla fine del XVIII secolo gli omaniti dominavano un vasto impero. Nell'Ottocento con il sultano Sa'id II ibn Sultan l'Oman ebbe il suo periodo di massimo splendore, il paese controllava l'isola di Zanzibar e Mombasa e gestiva delle stazioni commerciali lungo la costa africana, oltre a controllare alcune parti del subcontinente indiano. Dopo la scissione dell'impero per opera dei figli di Sa'id, la situazione del paese divenne stagnante e gli inglesi ne approfittarono facendo pressione sul sultano perché abolisse la tratta degli schiavi e il commercio delle armi, per cui l'Oman era da tempo tristemente noto.

La mutata situazione economica impoverì notevolmente il sovrano, minando anche il suo potere sulle regioni interne: alla morte del sultano Faysal ibn Turki, avvenuta nel 1913, le tribù dell'interno rifiutarono di riconoscere al figlio il titolo di imam, causando la scissione del paese tra la fascia costiera, governata dal sultano, e l'entroterra, in mano a una diversa dinastia di imam.

Nel 1938 salì al trono il sultano, Sa'id III ibn Taimur, che riuscì a ottenere il pieno controllo dell'entroterra soltanto nel 1959 e riportò il paese in una situazione anacronistica e medievale, scatenando la ribellione dei nazionalisti.

Il Sultano Qabus

Nel 1970 l'avido Sa'id, simile nell'aspetto a un eremita, fu spodestato dal suo unico figlio, Qabus ibn Sa'id Al'bu Sa'idi, con un incruento colpo di stato e, nonostante gli inglesi negassero di essere coinvolti nel golpe, il fatto che in quel periodo degli ufficiali britannici fossero a capo dell'esercito omanita la diceva lunga sul reale sviluppo della vicenda. Sa'id trascorse il resto della sua vita in esilio in un albergo londinese.

Il sultano Qabus Ibn Sa'id si impegnò subito nella modernizzazione dell'economia semi-feudale del paese, abrogando le oppressive restrizioni sociali imposte dal padre. Gli introiti dei giacimenti petroliferi dell'Oman, relativamente modesti, furono impiegati nella costruzione di strade, ospedali e scuole, infrastrutture che erano state fino a quel momento assai scarse. Per quanto attiene la politica estera, Qabus ha mantenuto una posizione alquanto individualista, destreggiandosi per conservare delle relazioni amichevoli con l'Iran post-rivoluzionario e buoni rapporti diplomatici con l'Egitto dopo la firma del trattato di pace con Israele.

Nel 1993 Qabus accolse cordialmente il Primo Ministro israeliano Yitzhak Rabin nel corso della sua breve visita in Oman e il paese ha continuato ad appoggiare il processo di pace tra israeliani e palestinesi durante gli ultimi anni Novanta. Nel 1998 l'Oman è stato tra i paesi produttori di petrolio che hanno ridotto leggermente la produzione, causando l'aumento dei prezzi. Nel gennaio 2002 ha trovato riparo in Oman il primo contingente italiano della forza internazionale di pace inviata in Afghanistan. Il vento e la neve avevano impedito per giorni l'atterraggio in condizioni di sicurezza alla base di Bagran, vicino a Kabul.

2020 il nuovo Sultano

Negli ultimi anni, il sultanato ha continuato a seguire la via delle riforme, all'insegna della democratizzazione in campo politico e delle riforme strutturali in quello economico. Le linee guida sono l'apertura all’esterno e gli investimenti alternativi all’industria del petrolio. Il nuovo sultano succeduto al trono del sultano Qaboos bin Sa’id, è Haytham bin Ṭāriq bin Taymūr Āl Saʿīd. L'11 gennaio 2020 è stato indicato come successore di suo cugino Qābūs, in precedenza aveva ricoperto l'incarico di Ministro del Patrimonio e della Cultura dell'Oman.

I beni UNESCO

Naturalmente il Turismo fa parte degli investimenti per il futuro del paese. L'organizzazione UNESCO ha inserito 5 località dell'Oman tra i beni protetti nella lista del patrimonio mondiale dell'umanità. Il Forte Bahla (1987), i Siti archeologici di Bat, Al-Khutm e Al-Ayn (1988), la Terra dell’incenso (2000) e i Sistemi d’irrigazione Aflaj dell’Oman (2006). Più tardi è entrata nella lista dei beni protetti anche l'Antica città di Qalhat (2018). Mentre il Santuario dell’Orice d’Arabia è stato inserito nel 1994 e cancellato nel 2007.

Sistemi di irrigazione Aflaj

I cinque aflaj omaniti sono un sistema idrico unico nel suo genere, e rappresentano un’importante eredità millenaria nella storia della civiltà omanita in materia di irrigazione. Un sistema che non ha praticamente eguali in tutto il mondo e ancor oggi rappresenta il principale sistema di irrigazione dei terreni del Sultanato e di approvvigionamento idrico delle città e dei villaggi omaniti.

I cinque “aflaj” sono: il Falaj di Daris, considerato uno dei principali “aflaj” nel distretto di Nizwa. Falaj di Al Khatmayn, situato a Birkat Al Mawz, nel distretto di Nizwa, questo falaj lungo circa 2.450 km, viene alimentato dal wadi Al Muaydin, e la sua portata è particolarmente abbondante nei periodi delle piogge.

Falaj di Al Malaki, situato nel distretto di Azki (regione di Ad Dakhiliyah), è uno degli aflaj più antichi del Sultanato. Falaj di Al Muyassar, uno dei più importanti del distretto di Ar Rustaq, nella regione di Al Batinah, con un letto profondo e per le sue numerose ramificazioni. Falaj di Al Jaylah, situato nella località di Al Jaylah, nel distretto di Sur. Ha una lunghezza di 161 m. e viene alimentato dal wadi Shab, costituisce la principale fonte idrica di questa località.

La via dellincenso

Gli alberi dell’incenso del wadi Dawkah, le vestigia delle oasi di Shisr e i porti di Khawr Ruri e Baleed hanno notevolmente contribuito a far prosperare il commercio dell’incenso nella regione del Dhofar per molti secoli. Il commercio ha costituito, infatti, una delle attività più fiorenti dell’antichità e del Medioevo.

Questi siti, che oggi segnano la via turistica dell’incenso, hanno rivestito un ruolo fondamentale nel processo di fabbricazione ed esportazione, su scala mondiale, di questo prezioso prodotto. Il wadi Dawkah: situato nella regione di Najd, si snoda lungo i versanti settentrionali del Governatorato del Dhofar e si trova a circa 25 km a nord di Salalah. Questo wadi è un tipico esempio dei terreni su cui crescono gli alberi dell’incenso.

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