Nepal, informazioni Tour Trekking

Trekking Nepal, informazioni e consigli

Quando andare abbigliamento consigliato per un trekking Nepal. Informazioni per la preparazione di un viaggio Trekking in Nepal.

Il trekking non è un sport estremo per cui ci si deve allenare a livello intensivo. La parola trekking ha origine dall'inglese e letteralmente significa escursionismo o camminare. I trekking organizzati sono adatti tutti, anche per chi è poco allenato. I primi giorni sono programmati in modo che ci si possa acclimatare adeguatamente al percorso da svolgere senza affaticarsi eccessivamente.

In questo modo si evitano i problemi di salute che spesso colgono i trekkers che salgono con troppa fretta. Il trekking non è un'attività difficile, ma un modo piacevole per scoprire il paese ed esercitarsi fisicamente, magari perdendo qualche chiletto di troppo preso a casa, rinfrescando la mente e lo spirito.

Ogni nostro Trekking in Nepal è preparato in modo da avere tempo a disposizione per la visita del paese, per fare fotografie senza fretta e per incontrare e conoscere la gente del luogo. Per noi l'incontro con le persone e la scoperta del paese è più importante, di un viaggio fatto percorrendo tanti chilometri senza poi avere un ricordo di ciò che si è visto, e senza avere esperienza dirette con il paese visitato!

Tipologie di trekking

Trekking leggeri: Trekking senza difficoltà tecniche particolari, con tappe giornaliere facili e che raramente superano le 6 ore di cammino. Anche le persone non sportive possono affrontare questo tipo di percorsi, indipendentemente dalla durata. I pernottamenti possono essere in campi tendati e in lodges semplici e richiedono sempre spirito di adattamento.

Trekking difficili: Questi trekking possono avere alcuni passaggi difficili dove è richiesto un buon senso di equilibrio, o un buon allenamento per le lunghe distanze che si coprono. Non sono considerati trekking alpini poiché sono assenti difficoltà tecniche di questo tipo.

Nepal Himalaya, Himal Mardi paesaggio

Quando andare in Nepal, periodo migliore

Il periodo adatto per i trekking va da fine settembre a fine maggio, quando in Nepal il clima è secco e la vista sulle montagne è stupenda. Va sottolineato che comunque nel periodo monsonico i trekking hanno il loro fascino in quanto si incontrano pochi trekkers, la gente locale ha più tempo e la natura è in piena fioritura.

Dolpa, Mustang, Humla, Mugu

Queste regioni appartenenti al cosiddetto Transhimalaya (altipiano Tibetano appartenente al Nepal) sono ideali nei mesi di aprile, maggio, giugno e nuovamente fine settembre, ottobre e novembre. Possono (e sono) anche essere considerati come trekking estivi, ma comunque si deve calcolare qualche giorno extra di riserva per i voli interni che collegano le vie d'accesso a queste regioni con i centri urbani.

Annapurna, Manaslu, Makalu, Kanchenjunga, Gosaikunda

Queste regioni sono ideali da febbraio a giugno e nuovamente fra fine settembre e metà dicembre. Nel periodo che va da dicembre a febbraio i passi alti di questi trekking posso essere difficili da superare per eventuali nevicate che possono bloccarli (solitamente) per un paio di giorni.

Everest, Langtang, Poon Hill

Il periodo ideale per questi trekking va da fine settembre a giugno.

Trekking Nepal in estate

L'estate in Nepal è il periodo delle piogge. In questi mesi solitamente viene sconsigliato il trekking da tanti "esperti". Ma noi non siamo completamente d'accordo. Certo, le viste sulle vette possono essere ostacolate dalle nuvole, ma un trekking durante il periodo estivo può essere comunque molto bello. La fioritura, i pochi trekker sul percorso, gli incontri piacevoli con la gente anche sui percorsi altrimenti "affollati" durante i periodi classici sono solamente alcuni argomenti che supportano un trekking nel periodo monsonico.

Generalmente si consigliano il Dolpo e Mustang oppure il Tibet.  Considerando la nostra esperienza, potremo aggiungere i seguenti trekking troviamo molto belli durante il periodo monsonico: Thak Khola, Rolwaling-Kalinchowk, Langtang-Helambu (entrambi belli durante la luna piena luglio/agosto), Everest e Humla, per nominare alcuni.

Mangiare e dormire

Durante i trekking l'acqua calda non è sempre reperibile, questo non implica che non ci si può lavare, anzi, ma non si possono aspettare condizioni come a casa. Il cibo è semplice ma buono. Dal riso alla carne, dal pane tibetano alla "pizza" locale. Ovviamente più si va in alto più il cibo offerto è semplice. Durante i trekking in campo tendato il cuoco prepara cibi svariati e deliziosi ad ogni pasto.

Preparazione al Trekking

Per una preparazione ottima al Trekking, basta allenarsi con qualche escursione anche leggera a "casa". Non bisogna essere un atleta per praticare il Trekking, ne una persona avventurosa, ma si richiede un spirito d'adattamento alle circostanze e alle situazioni che si possono incontrare.

Leggere libri sulla regione interessata, informarsi attraverso i video o relazioni aiuta ad avere un’adeguata preparazione. Le informazioni raccolte e la preparazione acquisita attraverso le letture sono importanti per essere ben preparati alla diversa realtà del paese, sia come comportamento sociale, religioso che per i costumi. Ma soprattutto per se stesso un’informazione approfondita aiuta molto. Con l'aiuto di una mappa della zona che si vuole visitare, si possono anche raccogliere informazioni preziose riguardo alla realtà del territorio che si attraversa.

Indipendentemente dal trekking previsto, fate qualche camminata e soprattutto usate le scarpe che userete durante il trekking per evitare spiacevoli sorprese ai vostri piedi! Una visita dal medico di fiducia e dal dentista (pensate al mal di denti!) possono evitare problemi di salute durante il viaggio.

Bagaglio

La maggior parte dei trekkers si sovraccaricano con materiale ed equipaggiamento spesso inadeguato, quindi cercate di portare le cose strettamente necessarie e quando fate un trek in più persone si possono dividere i medicinali e altro tipo di equipaggiamento.

È utile chiedersi prima di intraprendere un trekking se veramente serve il quinto libro pesante. Ovviamente effettuando un trekking, bisogna dare (come alle scarpe) un attenzione particolare al bagaglio da trasportare, già prima del trekking stesso. Bisogna stare attenti che il bagaglio sia ben chiuso e protetto, ma soprattutto che sia segnalata bene la destinazione finale e l'indirizzo del proprietario, poiché si perdono facilmente i bagagli durante i voli internazionali!

Trekking in Nepal, attrezzatura necessaria

Da novembre ad aprile, il meteo in Tibet e Nepal è freddo. Di giorno il clima è relativamente mite mentre di sera e notte le temperature scendono notevolmente. Durante il resto dell'anno, di giorno il clima è mite-caldo e di sera e notte le temperature sono fresche o fredde a secondo l'altitudine. Si consiglia quindi di avere sempre con se un vestiario caldo, d'inverno ovviamente di più che d'estate. Per un particolare viaggio o trekking, potrà essere utile vestiario caldo anche durante l'estate, perché sopra i 3.500 metri, anche d'estate le notti possono essere fresche. I passi alti richiedono sempre un vestiario caldo.

Ricordiamo che l'attrezzatura a Kathmandu costa spesso molto meno che in Italia, è la qualità dei prodotti non deve sempre raggiungere quella dei prodotti originali acquistati in Italia, e spesso la qualità è sufficiente anche per un trekking impegnativo. Il risparmio spesso è notevole! Decliniamo comunque ogni responsabilità riguardo ai prodotti acquistati a Kathmandu.

- Sacco a pelo buono e adatto anche a basse temperature a secondo il periodo e altitudine
- Scarpe da Trekking con sostegno per le caviglie che sono state provate almeno un paio di giorni in escursione
- Sandali da sport o scarpe da ginnastica per la sera o per tratte facili
- Materassino largo (consigliato anche per Lodge Trekking
- Giacca isolante
- Giaccia da vento e pioggia leggera
- Guanti
- Pantaloni da vento e pioggia
- Maglia isolante (Pile)
- Capello o simile
- 4 T-shirt lunghe o corte a secondo le esigenze e periodo del trek
- 2-3 paia di pantaloni sportivi
- 4 paia di calzini leggeri (e 4 caldi)
- Occhiali da sole (2 paia, uno di riserva)
- Borraccia di 1 litro o 1/2 litro
- Kit di medicine personali
- Sacchetto di plastica per la lavanderia
- Crema solare con fattore 15 o superiore
- Dentifricio, sapone, shampoo, etc. biodegradabile
- Asciugamani
- Bastoni da trekking
- Coltellino multiuso
- Kit per riparazioni piccole
- Lampada e batterie di riserva (preferibilmente ricaricabili e un ricaricatore solare)
- Letteratura e da scrivere

Abbigliamento Trekking

Vestiario per le donne: Pantaloni sono accettabili, una gonna lunga è da preferire ad un vestiario "sexy", non è considerato adatto in Nepal (anche T-shirt o pantaloni stretti!) anche se non avrete problemi, comunque aumenterete il rispetto nei vostri confronti!

Vestiario per gli uomini: Pantaloni lungi sono perfetti, corti sono sconsigliati. Gli uomini non dovrebbero mai andare in giro senza T-shirt o maglietta.

In generale: Fate un test se il vostro vestiario è praticabile: con il sistema a cipolla, facilita l'isolamento e non avrete sorprese quando siete in Trekking! Pensate che alla fine del Trek, le guide e i portatori sono molto contenti, se le lasciate del materiale, non per il valore, ma soprattutto perché si tratta di "Made in Italy"! L’attrezzatura che non usate più diventa un gran regalo alla fine del trekking! Ma non portate inutile vestiario "da distribuire fra i poveretti" sul Trekking.

Consigli utili per il viaggio

- Rispettate la vita privata della gente, non entrate in ogni porta che vedete aperta e non fotografate se visibilmente create situazioni d’imbarazzo. Ricordatevi che le foto belle sulle riviste sono solitamente fatte da fotografi professionisti che hanno molto tempo e esperienza.
- Nonostante siano tolleranti, i tibetani non vedono volentieri occidentali che si esibiscono con vestiti che lasciano scoperti le gambe, la spalla, il decoltè o addirittura sono trasparenti. Sarete sempre benvisti se vi vestite "conservativi".
- Scambiare intimità, baciarsi in pubblico, tenersi per mano fra sessi diversi ecc. sono offesa morale ancora più nei villaggi che nei centri urbani!
- Ricordate che non siete superiori a nessuno, anche se avete una educazione "migliore" di chi incontrate: non è questo importante per essere una persona.
- In un paese dove non esiste l'ora esatta, niente deve arrivare ai tempi abituali che conoscete dall'Italia.
- Non gettate i rifiuti in giro, anche se lo fanno "loro", è il miglior esempio che potete dare. Non vale la scusa che non trovate un bidone!!
- Non buttate niente in un fuoco se non vi è stato dato il permesso!
- Ricordatevi che il nostro comportamento nei "loro" confronti, sarà l'immagine che avranno di noi tutti!
- Costa poco essere gentile, ma tanto riparare i danni di scortesia!

Ecologia

L'ecologia è un tema molto ampio che ovviamente non si può descrivere in ogni suo particolare, ma con soluzioni facili, potete contribuire notevolmente alla protezione dell’ambiente Himalayano:

- Portate solamente materiale riciclabile da casa se trovate alternative a quello non riciclabile.
- Usate le batterie ricaricabili e comprate un caricatore solare portabile, che è facilmente reperibile nei negozi di elettrodomestici in Italia.
- Usare esclusivamente prodotti sanitari biodegradabili al 100%, eviterete l'inquinamento dei ruscelli e dei fiumi del Himalaya!
- Cercate di risparmiare l'uso dell'acqua. Non lasciate scorrere l'acqua sotto la doccia, ci si può prima bagnare bene e poi insaponarsi e sciacquarsi alla fine, risparmiando circa il 60% d'acqua. Spesso la gente delle città ha l'acqua solo per poche ora alla settimana!!
- Evitate le bottiglie PET le quali non si riciclano! Lo stesso vale per la bottiglie in vetro. Portatevi delle borracce e del Micropur per disinfettare l'acqua. Potete anche usare succhi disidrati in forma di polvere e mescolarli con l'acqua da bere, oltre al tè e al caffè che trovate ovunque durante i trekking.
- Cercate di semplificare il lavoro al cuoco del lodge, ordinando durante un trekking in gruppo pasti simili: si ricevono i piatti prima e si risparmiano soprattutto risorse preziose.

Libri consigliati

- Nepal, edizione italiana "Lonely Planet", EDT, Torino
- Tibet Sopravvissuto, a cura di G. Bracci, Ed. CDA, Torino
- Tra giungle e pagode, G. Tucci, Libreria dello stato
- Nepal. Alla scoperta dei Malla,G. Tucci, Leonardo da Vinci
- Viaggio in Mustang, G. Tucci, Roma
- Il Tibet e i paesi Himalayani, G.Tucci, Roma
- Himalaya, dal Nepal al Tibet, G.Bracci, Ediz.Polaris
- L'ultimo Tibet, viaggio nel Mustang, P. Verni, Ediz. Teadue, Milano

Himalaya e alpinismo
- Trekking in Nepal, Anania, Carri e Ferraresi, Edizioni futuro
- Escursioni e Trekking, H. Mc Manners, Calderini
- Trekking in Nepal, edizione italiana "Lonely Planet", Edizioni EDT
- Millennium, vari fotografi, Vivalda
- Gli spiriti dell'aria, K.Diemberger, Vivalda

Salute in viaggio

Per chi viene dall'Europa in Nepal non è obbligatoria alcuna vaccinazione. La vaccinazione contro la febbre gialla è talvolta richiesta a chi entra provenendo da zone notoriamente infette per cui non è necessaria per chi parte direttamente dall'Italia. Per tutti i viaggiatori si consigliano: la vaccinazione orale antitifica e quella per l'epatite A e B, quella antirabbica, quella contro la meningite meningococcica (per chi prevedere di fare trekking della durata superiore ai 7 gg.) e quella contro l'encefalite giapponese (per chi sosta a lungo nel Terai).

Il rischio malarico è soprattutto a carico del ceppo Plasmodium viavax, ma sono riportate anche forme perniciose clorochino resistenti del ceppo P. falciparum. Consigliata la profilassi antimalarica, soprattutto se si intende visitare l'area meridionale (Terai) e in particolare lungo il confine indiano. L'epatite E provoca ampie epidemie e vi sono casi di leishmaniosi e tracoma.

La maggior parte delle zone di trekking non sono fornite di reti sanitarie funzionanti, eccetto Annapurna, Langtang e Everest. Si consiglia di essere sempre indipendenti per quanto riguardo le medicine e di considerare che anche lo staff accompagnante potrà richiedere assistenza medica in caso di emergenza. Tutti i medicinali che si consumano regolarmente è bene portarli dietro in quantità sufficiente per il periodo di viaggio.

Principali regole igieniche

- Consumare solo pasti e cibi freschi
- Bere solo acqua purificata e evitare il consumo di acqua da rubinetto
- Trattare tutte le verdure con soluzione disinfettante
- Mangiare solo frutta fresca e sbucciata
- Lavarsi le mani prima di ogni pasto e controllare le posata e bicchieri

Mal d'altitudine (AMS, Acute Mountain Sickness)
Il mal di montagna, "Accute Mountain Sickness-AMS", è molto diffuso fra i trekkers e molte persone subiscono gravi problemi legati a questo fenomeno. Tenendo conto dell'altitudine, del tempo necessario per l'acclimatizzazione e bevendo molto non si dovrebbe incontrare nessun tipo di problema. Attenzione al fatto che varie ditte farmaceutiche producono medicinali che promettono di risolvere il problema, ma in realtà l'unico vero rimedio è la discesa immediata!

Sintomi:
- mal di testa per più giorni
- respiro pesante
- poco appetito
- vomito
- urina scura

Tutti questi sintomi possono apparire sia singolarmente che insieme e se si verificano per più di due giorni, è obbligatorio scendere almeno di 300-500 m, nel caso anche di 1.000 m! Normalmente è più facile riconoscere l'AMS in altre persone.

Endema polmonare d'altitudine HAPE
Oltre i 3.500 m tutte le persone soffrono la pressione interna sui polmoni, la quale può risultare dannosa per le membrane sottili, che possono rompersi: il plasma sanguigno può entrare nei polmoni e non si riceve sufficiente ossigeno.

Sintomi:
- labbra blu
- problemi respiratori
- affanno
- estenuazione generale

Se i sintomi persistono, si deve immediatamente scendere almeno 500 m di dislivello. Soltanto dopo 3-5 giorni si può considerare di la risalita.

Endema celebrale d'altitudine HACE
Raramente i trekkers vengono colpiti da questa forma di mal di montagna, ma è la più pericolosa, difficile da diagnosticare e appare solitamente oltre i 5.000 m.

Sintomi:
- Apatia
- forte mal di testa
- cambiamento della psiche
- coordinazione problematica del corpo
- difficoltà di espressione verbale
- comportamento irrazionale
- allucinazioni

Quando si verifica l'edema celebrale d'altitudine bisogna immediatamente scendere e il trek deve essere interrotto. Non si può risalire prima di una settimana!

 

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