Storia del Marocco

La storia del Marocco. Ripercorriamo la storia del Marocco dalle origini ai giorni nostri. Il dominio romano, il periodo islamico e la fondazione delle quattro città imperiali. Il 1900 con l'indipendenza e i regni di Hassan II e Mohammed VI.

Marocco storia, le origini 

Paleolitico. Le prime testimonianze della presenza dell’uomo nelle regioni del nord Africa risalgono a un milione di anni fa. Sono stati trovati reperti dell’uomo di Neanderthal a Casablanca, Rabat e Tangeri che risalgono al paleolitico medio, ossa e pietre focaie di 40.000 anni fa circa.

10000 – 5000 a.C.. Attorno alla città di Capsa (oggi Gefsa) in Tunisia e a quella di Mouillah, posta al confine tra Algeria e Marocco, sono stati rinvenuti numerosi frammenti che testimoniano lo sviluppo di civiltà con un sistema abbastanza avanzato.

Neolitico. Le testimonianze si infittiscono: sono stati trovati un cerchio di pietra vicino a Larache e uno a Sidi Harazem, pitture rupestri a Forum el Hassan, Tata, Akka, Adrar Soutouf e in altri luoghi del Sahara marocchino. Giungono ondate migratorie progressive dal vicino oriente che si mischiano con le popolazioni già presenti e danno origine al gruppo dei berberi.

1600 a.C.. I primi pastori berberi lasciano bellissime incisioni sulle pareti rocciose dell’Alto Atlante in cui raccontano il loro sistema di vita.

800 – 600 a.C.. I berberi lasciano alcuni vasi con lettere fenicie, testimonianza della nascita di una forma di scrittura. Il Marocco è abitato nella fascia occupata dalla catena dell’Atlante e nel sud da alcuni gruppi nomadi, mentre a settentrione da gruppi di etiopi.

Marocco storia, i romani

IV secolo a.C.. Nasce la Mauretania nelle regioni dell’attuale Marocco e Algeria. Durante la massima espansione dell’impero romano, la Mauretania rientra nei confini dell’impero. In particolare fra il 25 a.C. e il 23 d.C. Giuba II verrà nominato governatore dall’imperatore Augusto. L’importanza di questa figura è legata al fatto di aver lasciato un libro in cui descrive il paese, al fatto di aver fondato fabbriche di porpora e di aver esplorato le isole Canarie.

49 d.C.. I romani occupano con l’esercito l’intera regione dando vita a due province che si inseriscono a pieno titolo nella fitta rete commerciale dell’impero.

Invasione dei Vandali

410. Roma cede ai visigoti. Crollo definitivo dell’impero sotto la pressione e la forza delle orde barbariche, il Marocco in particolare viene invaso dai vandali. Successivamente l’impero di Bisanzio arriva ad occupare alcuni punti della costa, fino a Tangeri e Ceuta, mentre nelle zone interne si forma una confederazione di tribù berbere.

Inizio dell’era Musulmana

570. Nasce Maometto. Il 16 luglio 622 il profeta abbandona la Mecca, dove ha inizio la sua predicazione, e si trasferisce a Medina, inaugurando in tal mondo l’inizio dell’era musulmana, la cosiddetta egira.

682. Oqba ben Nafi da’ inizio alla conquista della costa atlantica del nord Africa e converte le popolazioni che incontra all’Islam.

711. Gli arabi invadono la Spagna. Nelle regioni del nord Africa si affermano diversi califfati che nel 740 entrano in conflitto con il potere degli Omayyadi di Damasco, frammentandosi in seguito in piccoli principati.

786. Il califfo Idriss I fugge da Baghdad, dove una rivolta stermina la sua famiglia, e si rifugia in Marocco. Qui diventa iman, cioè capo religioso, fonda Fes e unifica il nord del paese. A lui succede Idris II. E' l’inizio di una dinastia che regnerà per oltre un secolo sul Marocco, sotto la quale viene ingrandito il regno e viene abbellita con fantastiche architetture la capitale Fes. Inoltre si intrattengono fiorenti commerci con la ricca Guinea. All’inizio dell’XI secolo gli Idrisidi diventano anche califfi di Cordoba, ma ben presto il regno perde potere e si sfalda.

Storia del Marocco, Almoravidi e Almohadi

1055. Giungono in Marocco alcuni gruppi di almoravidi provenienti dal deserto e occupano la regione. Nel 1069 si impossessano di Fes, l’anno seguente fondano Marrakech (da cui Marocco, appunto) che diviene la capitale del nuovo regno. Da qui parte una nuova ondata di conquiste che arriva fino al fiume Ebro in Spagna.

1121. Ibn Toumert raccoglie larghi consensi predicando una riforma religiosa, ovvero la purezza, il rigore e l’unicità di Dio. I suoi seguaci prendono il nome di almohadi (gli unitari), nel 1121 si ribellano agli almoravidi, dando inizio alla conquista del paese e innescando una nuova ondata di conversioni. Il successore di Toumert, Abd el-Moumen, unifica sotto il suo potere quasi tutta l’Africa settentrionale.

1195. Yacoub el-Mansour, detto ‘il vittorioso’, sconfigge ad Alarcos il fronte spagnolo-portoghese e occupa l’Andalusia. Alla sua morte però l’impero nato con Toumert si disgrega, gli Spagnoli recuperano i loro possedimenti e la dottrina almohade viene rifiutata.

Storia del Marocco, Merindi, Saadiani e Alauiti

1248. Un nuovo gruppo si sposta dal fiume Moulouya e sottomette le città di Fes, Rabat, Sale’ e le zone comprese fra il Sais e il Gharb. Si tratta dei cosiddetti Merindi, dal capostipite Ben Merin, che nel 1269 occupano Marrakech e si sostituiscono agli almohadi. Si spingono anch’essi in Spagna ottenendo però conquiste provvisorie, tranne Gibilterra. In pochi anni però le rivolte di Tunisi e Tlemcen incrinarono il nuovo regno.

1525. Un nuovo capo della tribù sadiana, discendente da Beni Saad, conquista Marrakech affermando una nuova dinastia. In questi anni nascono tensioni e conflitti di carattere economico con i portoghesi che occupano i porti della costa atlantica e intralciano i commerci transahariani. Sarà Mohammed Cheikh nel 1541 a intraprendere la riconquista prima di Agadir, poi di Fes dove sconfigge i Beni Wattas. Il nuovo regno raggiunge il Niger e per alcuni anni assoggetta le città di Gao e Timbuktu.

1620-39. Attorno alla città di Sale’ si crea un regno che vive di pirateria e che raccoglie il gruppo arabo scacciato dall’Andalusia.

1672. Moulay Ismail, discendente degli Alauiti della zona del Tafilalet, prende il potere con l’intenzione di unificare il Marocco e fondare un regno potente. Conquista Larache e Tangeri arrivando fino al Senegal. Accentra il potere politico e religioso nelle proprie mani e intrattiene rapporti con alcuni sovrani europei, fra cui Luigi XIV di Francia e Giacomo II d’Inghilterra, con scopi commerciali.

Alla sua morte però si scatenano molti disordini. I suoi eserciti fanno razzie e seminano scompiglio fino alla presa di potere da parte di Sidi Mohammed (cui si deve il progetto di Essaouira). Il quale tuttavia non riesce a invertire la sostanziale recessione economica che attraversa il paese a causa di un’epidemia di peste e della siccità.

Imperialismo Europeo in Africa

XIX secolo. Le ansie imperialistiche dei vecchi poteri d’Europa iniziano a considerare il continente africano quale possibile terreno di conquista. Il Marocco riesce a mantenersi indipendente a lungo sfruttando i contrasti e le tensioni trasversali fra le vecchie potenze. Nel 1844 però scoppia un conflitto con la Francia. Il Marocco manda truppe al confine con l’Algeria, annessa dalla Francia nel 1830, sperando di ottenere l’appoggio dell’Inghilterra.

La controffensiva francese non si fa attendere e viene fermata grazie agli inglesi che non vedono di buon occhio l’avanzata francese. Per il paese si tratta di una grave sconfitta che segna l’indubbia superiorità delle potenze europee, facendo perdere prestigio al sultano e scatenando le varie tribù che iniziano a ribellarsi. Tra l’altro la Francia non perde le proprie mire sul Maghreb. Nel 1860 il sultano è costretto a cedere alla pressioni inglesi per abolire il monopolio sui porti e sui mercati aprendo cosi al commercio europeo.

Il suo successore, Moulay el-Kader (1873-1894), tenta in extremis una politica di riforme in campo amministrativo e fiscale cercando di adeguarsi ai meccanismi europei e di mantenere l’indipendenza. Tuttavia le strutture sociali del paese si evolvono molto lentamente e la sovranità del sultano è palesemente molto ridotta soprattutto nelle zone periferiche.

Le potenze europee dal canto loro attorno ai primi anni del nuovo secolo stabiliscono in modo sempre più preciso aree di influenza. All’Italia viene concessa la Libia e agli inglesi l’Egitto. Sembra delinearsi in modo sempre più preciso una possibile influenza della Francia sul Marocco, contrastata però da alcune mire tedesche.

1906. Ad Algeciras si riunisce una conferenza di tredici nazioni durante la quale Francia e Spagna sono nominate mandatarie della Banca di Stato del Marocco, potendo esercitare un diritto di polizia che consentirà di annettere progressivamente il paese. Le mire tedesche invece vengono penalizzate.

Il Protettorato Francese

1907. Vengono assassinati alcuni cittadini europei, offrendo cosi il pretesto per l’occupazione da parte delle truppe francesi.

1909. Si profila un possibile accordo Francia-Germania per sancire il protettorato francese sul Marocco e garantire i diritti economici tedeschi presenti nel paese. Viene però mandato in fumo da una campagna stampa tedesca totalmente contraria che avversa l’opinione pubblica tedesca. La Spagna nel frattempo inizia ad occupare la zona del Rif.

1911. Scoppia una rivolta interna che spinge il sultano a chiedere l’intervento francese. Le truppe occupano Fes contravvenendo però agli accordi di Algeciras, scatenando la reazione tedesca e una grave crisi internazionale. Il 4 novembre un accordo affida il Marocco definitivamente alla Francia e parte del Congo alla Germania.

1912. Il 30 marzo il sultano firma un trattato di protettorato con la Francia. Da questo momento il potere viene esercitato dal generale francese Lyautey che si insedia a Rabat, iniziando con forza a consolidare il potere centrale e a riaffermarlo nei vari territori del paese. Viene dato grande impulso all’agricoltura, alle città della costa (Casablanca e Rabat) e viene incoraggiata l’immigrazione di coloni francesi. Durante gli anni Venti si scatena una forte opposizione al regime coloniale soprattutto fra i gruppi che abitano le montagne. Nel 1921 scoppia nel Rif una rivolta anti-spagnola.

1925. Lyautey torna in Francia e l’amministrazione del Marocco viene esercitata direttamente da Parigi.

Verso l’indipendenza del Marocco

1940. L’occupazione tedesca della Francia ridà speranza ai nazionalisti marocchini.

Nel 1942 gli americani sbarcano in Marocco e nel 1943 durante la conferenza di Anfa le rivendicazioni indipendentiste del Marocco assumono grande risalto. Il governo di Parigi tuttavia sembra non prestare ascolto ad alcuna richiesta. La Francia prosegue il dominio coloniale per tutti gli anni Quaranta cercando di sfruttare le tensioni e i contrasti interni far le varie tribù locali.

Nel 1947 scoppia una rivolta a Casablanca che porta al massacro di decine di marocchini. Il sultano Mohammed V è costretto ad assumere una posizione antifrancese che lo porterà vicino ai nazionalisti.

1953. Le autorità francesi costringono il sultano all’esilio scatenando la rivolta di alcune tribù, errore che da’ molta forza al fronte indipendentista che si organizza con l’appoggio della Spagna. La Francia in questi anni però è costretta a combattere anche in Algeria e in Indocina. Nel 1955 non può che cedere e scendere a patti con il paese in piena rivolta. Il 16 novembre Mohammed V fa ritorno ufficialmente in patria.

1956. Il 7 aprile viene riconosciuta l’indipendenza del paese dalla Francia.

Regno di Hassan II

Il 26 febbraio 1961 Mohammed V morì per un attacco cardiaco. Gli succedette il figlio appena trentaduenne, con il nome di Hassan II.

Nel dicembre 1962, Ḥassan II fece adottare una Costituzione su misura, senza il consenso dei partiti politici. Si stabiliva che il re, comandante dei credenti, era una personalità «inviolabile e sacra».

Dal lato della politica estera, nel 1963 il Marocco intraprese le ostilità con l'Algeria a seguito di dispute territoriali. Venne chiamata la Guerra della sabbia. Sul fronte interno il re perseguì una dura repressione contro ogni forma di opposizione nel paese, al fine di consolidare il proprio potere. E' il periodo conosciuto come il periodo degli Anni di piombo. Periodo segnato da una repressione violenta delle proteste e con purghe nell'esercito. Tra il 1971 e il 1972 Hassan II subì due tentativi di colpo di stato .

1970. Hassan II approva un progetto per una nuova Costituzione che viene varata l’anno seguente.

Fronte Polisario, Sahara Occidentale

1975. E' l'anno della Marcia verde. Una manifestazioni contro la decolonizzazione del Sahara che viene diviso fra Mauritania e Marocco. Il Fronte Polisario però continua a lottare per la l’indipendenza di Sagua el-Hamra e di Rio de oro, ovvero il Sahara occidentale ex Sahara spagnolo. Viene sostenuto dall’Algeria e armato dalla Libia.

Nei primi anni settanta emerse l'evidente importanza economica dei ricchissimi giacimenti di fosfati presenti nel Sahara Occidentale. La propaganda politica marocchina motivò fortemente la popolazione a stabilirsi in quella regione. Questo movimento venne definita la Marcia Verde. Senza spargimento di sangue, già nel 1976 due terzi del territorio sahariano erano annessi al regno del Marocco, mentre la parte restante fu occupata dalla Mauritania. L'annessione non è ancora oggi stata riconosciuta dalle Nazioni Unite. Il Fronte Polisario, che rappresenta la popolazione locale, i Sahrāwī, invoca il diritto all'indipendenza dei popoli.

Anni 80 e 90

Nel 1981, a seguito della decisione del re di concedere al Fondo Monetario Internazionale l'aumento dei prezzi dei generi di prima necessità, la popolazione insorse. Il sovrano scelse il pugno di ferro e inviò i carri armati per placare la Rivolta di Casablanca, causando centinaia di morti e migliaia di feriti. I tumulti tuttavia si protrassero, mentre il malcontento dilagava.

Solo negli anni novanta ci fu una distensione dei rapporti tra il monarca e i marocchini. Venne istituita la Commissione per la Verità e Riconciliazione, per investigare nei casi di mancato rispetto dei diritti umani. A seguito dell'alleanza con gli Stati Uniti, il Marocco fu poi uno dei primi paesi islamici a riaprire i rapporti con Israele. Questo nuova svolta del paese in politica estera, provocò un allontanamento dal resto del mondo arabo.

Nel 1986 iniziarono i lavori per la costruzione dell'enorme moschea di Hassan II, a Casablanca. I lavori di realizzazione dell'opera si protrassero fino al 1993, in larga parte finanziati dalla cittadinanza.

Su pressioni internazionali, il re liberò oltre 2000 oppositori politici. Nel 1994 permise il ritorno nel paese a uno dei suoi principali oppositori, il socialista Mohamed Basri. Questo valse al paese una serie di accordi commerciali preferenziali con l'Unione europea, firmati nel 1995.

Nel 1996 Hassan II ottenne il consenso dell'opposizione per una nuova costituzione. Le elezioni parlamentari del 1997 furono vinte dal principale partito di opposizione, a cui fu affidata la formazione e guida del nuovo governo. Tra le prime azioni intraprese ci fu la distensione con l'Algeria, con la quale le relazioni erano interrotte da oltre quarant'anni.

Regno di Mohammed VI

Il 23 luglio 1999 il re in carica Hassan II morì. La sua successione avvenne con il figlio, che prese il nome di Mohammed VI. Dall'inizio del suo regno il nuovo re diede importanza a ristabilire buoni rapporti con il popolo, attuando una politica in netto contrasto con quella del padre.

Nel 2000 il Marocco impedì lo svolgimento del referendum per l'indipendenza del Sahara Occidentale inimicandosi l'Algeria, sostenitrice del Fronte Polisario. Sempre nello stesso anno, come forma di sostegno alla lotta del popolo palestinese, il Marocco rompe le relazioni diplomatiche con Israele.

Il 30 luglio 2001 Mohammed VI, nel discorso alla nazione, annunciò la creazione dell'Istituto Reale per la Cultura Berbera. Il berbero è parlato da circa il 40% circa della popolazione del Marocco, ma fino ad allora nelle scuole si usava solo l'arabo e il francese.

Le elezioni parlamentari del 2002 vedono una crescente frammentazione partitica e l'ascesa delle destre. Il re affida il governo a un indipendente, Driss Jettou, che approvò importanti riforme. Tra queste il mudawwana, un insieme di leggi in materia di diritti delle donne e diritto di famiglia.

Nel 2002 Mohammed VI sposa l'ingegnere informatico Salma Bennani, che viene insignita del titolo ufficiale di Principessa, per la prima volta nella storia della monarchia alawide, con il nome di Lalla Salma.

Nel marzo 2003 il Marocco si esprime contro l'intervento anglo-americano in Iraq. In questo modo si crea un momentaneo raffreddamento nelle relazioni con i suoi tradizionali alleati occidentali.

Le proteste in Marocco del 2011-2012 esprimono l'insofferenza crescente nei confronti del potere monarchico. Il popolo chiede riforme costituzionali che aumentino il potere delle istituzioni elette di Parlamento e Governo, rispetto a quello del re. A seguito del referendum costituzionale del giugno 2011, il re Mohammed VI è tenuto a indicare come primo ministro il leader del partito di maggioranza relativa. Le elezioni parlamentari del 2011 vedono per la prima volta il partito islamico moderato Partito della Giustizia e dello Sviluppo guadagnare una maggioranza relativa. Abdelillah Benkirane diviene così primo ministro del paese.

Il 17 marzo 2017 il re Mohammed VI, in seguito ad un lungo stallo politico avvenuto dopo le elezioni per formare un governo, ha revocato l’incarico al premier uscente, Abdelilah Benkirane, per affidarlo a Saâdeddine El Othmani. Il 5 aprile 2017 viene formato il nuovo governo composto da sei partiti, che ha prestato giuramento di fronte al sovrano e ottenuto la fiducia del Parlamento.

Il Turismo in Marocco negli anni 2000

Il Marocco si è affermato come una delle maggiori mete turistiche dell'Africa e del mondo arabo. In particolare per quanto riguarda il turismo dei viaggi organizzati. Il numero di turisti negli ultimi anni si valuta su poco più di 13 milioni (2019), la metà proveniente dall'Europa con in testa Francia, Spagna e Germania.

I ricavi ottenuti dal turismo, sempre nel 2019, hanno raggiunto gli 8.2 miliardi di dollari. In Marocco, il settore del turismo rappresenta circa il 10% del PIL e impiega più di 750.000 persone. È una delle principali fonti di valuta estera per il Paese, insieme alle esportazioni e ai trasferimenti di denaro dei marocchini che lavorano all’estero.

Le destinazioni più visitate nei viaggi e tour in Marocco, sono le famose città imperiali: Fès, Marrakech, Meknès e Rabat. Inoltre sono importanti attrazioni il deserto del Sahara e le coste. Marrakech con la sua Città Vecchia patrimonio UNESCO, e Agadir, la città costiera affacciata sull’Oceano Atlantico, nel 2019 hanno concentrato il 57% dei 25.2 milioni di soggiorni turistici prenotati negli alberghi del Paese.

In Marocco si può trovare un tipo di turismo culturale, con le civiltà amazigh, fenicia, romana, araba, spagnola e francese. Un turismo di tipo naturale, dalle vette innevate dell'Atlante al deserto del Sahara. Infine il turismo balneare con le spiagge atlantiche e mediterranee.

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