Marocco, Ouarzazate e il deserto di M’Hamid

Marocco Valle del Draa. Dove il wadi diventa ancora più generoso, e si ricco dell'ombra dei fichi e dei melograni, troviamo Ouarzazate. Poi Zagora, ai confini delle terre abitate, che sorge su un picco roccioso e regala uno splendido belvedere sulla valle del Draa. Dopo questo c'è solo una sassosa immensità spazzata dai venti del Sahara. Il preludio al grande deserto.

Ouarzazate

Al crocevia delle valli di Draa, Dadès e Ziz, Ouarzazate segna l’inizio del viaggio, pronta ad abbagliare il viaggiatore con due magnifiche kasbah. Punto di partenza per la Via delle Oasi, Ouarzazate è anche il punto d’arrivo di culture diverse e dell’artigianato.

Nel suo suk la domenica, si trovano in abbondanza hennè, rose, cumino, ermesino distillato, vasellame berbero, oggetti in pietra intagliata. E ancora coperte e famosi tappeti Ouzguita, blu o risplendenti d’oro dai bei disegni geometrici. Una tappa ideale Ouarzazate che offre un momento di relax nei suoi alberghi. Generosa, ospitale, disorientante, prepara dolcemente il viaggiatore alle sensazioni estreme del deserto.

Kasbah Taourirt

La Kasbah Taourirt, antica residenza di Glaoui, di stupefacente bellezza. Le torri sovrastano la massa di case addossate le une alle altre e stagliano i loro merli contro il blu del cielo rubandosi il primo posto al sole.

Kasbah Aït Benhaddou

La Kasbah Aït Benhaddou si trova a 30 km dalla città. Oltre l’immaginazione: uno splendido castello di sabbia adagiato come per magia in un campo di mandorli in fiore. Talmente bello coi suoi giochi di luce, da divenire lo scenario di molti film famosi come “Lawrence d’Arabia” e “Un Tè nel Deserto”. Kasbah di tale fiera bellezza da rientrare nel patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Tiguirt

L'Oasi di Tiguirt nella valle delle stelle, situata a 15 km da Ouarzazate, nella valle di Fint gode di una varietà di paesaggi incontaminati, dal deserto di roccia ai rigogliosi palmeti. L'oasi di Tiguirt ospita circa venti famiglie che vivono secondo le antiche tradizioni berbere, coltivando la terra secondo usi locali, le palme da dattero donano l'ombra alle piante di legumi e di frutta.

Agdz

Nato nell'Alto Atlante, il fiume Draa scava laboriosamente il suo letto fino ad Agdz (si pronuncia Agades). La si prende una rivincita. Per 200 km. da vita ad una spettacolare “passamaneria” d’oasi. Una volta arrivato a M’Hamid, quello che fu un tempo il più lungo fiume del Marocco, si lascia inghiottire dalla sabbia. Comincia qui, in questo piccolo centro dominato dalla sua cittadella, dal fortino rosso e dallo strano spigolo dello djebel kissane la strada che costeggia il wadi Draa.

Qui la natura si fa beffe del deserto sbandierando i suoi colori. Grappoli di datteri dorati appesi alle palme, cespugli d’alloro carichi di fiori rosa esplosivo, monti bruni, beige, grigi radicati nella terra ocra e, di tanto in tanto, come miraggi, un’infinità di ksour color sabbia. Quello di Tamenougalt, uno dei più tipici, antica capitale dei Berberi, quello d’Igdaoun, con le sue alte torri a forma di piramide mozza, la kasbah di Tinzouline.

Zagora

Ed ecco Zagora. E’ da questa oasi che nel XVI secolo i Saadine hanno conquistato dapprima il Souss e poi tutto il Marocco prima di slanciarsi nella grande avventura che li avrebbe portati fino a Timbuctu. Questo sarà il punto di partenza di esaltanti escursioni. E poi Tamegroute con le sue celebri moschee dai tetti di maiolica blu ed i minareti bianchi, la sua prestigiosa mèdersa e la biblioteca creata nel XVII secolo che conserva degli stupefacenti corani miniati.

M'Hamid

Largo alla sabbia ed alle dune. Ecco M’Hamid, porta del deserto, dove al lunedì c’è uno dei più pittoreschi Souk del Marocco. E M’Hamid el-Ghouzlane, “la piana delle gazzelle”, la dove inizia l’immenso altipiano desertico, l’hamade du Draa.

Mhamid, paesino ai bordi del deserto inizia la pista che attraversa distese di pietre e sabbia e costeggia il Draa e l’erg el M’Hazil per finire a Foum Zguid.

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