Marocco, Merzouga e l’oasi di Figuig

Partiamo da Fes in direzione delle dune del deserto di Merzouga. Il trasferimento porta dalle verdi e fertili valli di Fes alle montagne dell'Atlante, con un paesaggio che cambia in continuazione nei colori e nella vegetazione. Ci si può fermare per un caffè presso il centro di Ifrane, soprannominata la "Piccola Svizzera" ed è considerata la città più pulita del mondo secondo MBC New. Facciamo una sosta nella foresta di cedri Cèdre Gouraud Forest, dove con una bella passeggiata tra gli alberi possiamo vedere una numerosa fauna selvatica e le bertucce.

Un breve giro di della cittadina berbera di Azrou e risaliamo sulle nostre auto in direzione del centro abitato di Midelt. Tillicht sulla sommità dell'Atlante. Incontriamo il Tunnel del Legionario costruito, dalle truppe dell'Impero coloniale francese nel 1930, per creare un passaggio verso la valle dello Ziz. La gola è il risultato dell'erosione della acque del fiume Ziz che scorre attraverso la catena dell'Atlante. Il canyon si snoda fra colline alte fino a 320 metri ed è largo mediamente fra 100 e 200 metri per una lunghezza totale di circa 80 km.

Scendendo dall'Alto Atlante, il fiume Ziz scava il suo letto fra scogliere impressionanti, cambia direzione all'altezza di Rich e punta verso sud dove disseta l’immenso palmeto di Tafilalet e, infine, si perde nelle sabbie di Taouz. Vicino a Rich si trova la medersa di Sidi Salim, il saggio che aveva il dono straordinario di fare il viaggio di andata e ritorno fino alla Mecca, ogni venerdì. Ma di solito, se non si ha la velocità di Sidi Salim, il viaggio fino a Erfoud richiede un po’ di tempo.

Nella vallata dello Ziz, l’acqua è fonte di bellezza, e punteggia la strada del deserto. Prima wadi Ziz offre uno spettacolo impressionante. Taglia impetuosamente il calcare per creare un lungo corridoio orlato di alte palme da cui sbucano gli ksour e la sublime kasbah d’Ifri. Poi, trattenuto dalla diga di Hassan Addakhil, crea un’immensa tavola color verde smeraldo. Sulle rive rosso ocra, all'ombra degli albicocchi le donne fanno il bucato. Un po’ più lontano, la sorgente blu di Meski ha la fama di aumentare la fertilità. Fanciulle dalle trecce adorne di pompom di lana, di conchiglie, di nastri e di amuleti, vi si bagnano al lume delle candele che accendono nelle grotte.

Alla fine del viaggio attraverso la valle dello Ziz, la porta monumentale di Erfoud si apre da un lato su enormi palmeti, dall'altro su miliardi di granelli di sabbia. Sono le prime dune, l’avamposto del deserto e da qui per raggiungere Merzouga basta far rotta per il deserto. Erfoud, la famosa città dei datteri dove ogni anno nel mese di ottobre si tiene una festa tradizionale molto pittoresca. Le palme contraddistinguono il paesaggio fino ad arrivare a Rissani, villaggio di origine dell’attuale dinastia reale. Da qui il paesaggio cambia e la rotta per il deserto porta a Merzouga, oasi conosciuta come “La porta del Sahara”, in questa località la strada finisce per fare spazio alla immense dune di sabbia dorata dell’Erg Chebbi.

A Merzouga, s’interrompe la strada. E s’interrompe il viaggio. Sabbia, sabbia infuocata, sabbia a perdita d’occhio. Sculture mobili, colori cangianti, dune di sabbia innalzate dal vento, alte come minareti. Affascinante, grandioso, sconfinato, il deserto ricomincia sempre dove sabbia, vento, sole si fondono per generare l’infinito. Ma quando cade la notte… un fennec aguzza le orecchie fuori dalla sua tana; uno scinque, “pesce della sabbia” arranca alacremente; un grand-duc ulula. Anche il deserto ha una sua vita segreta. Ma pochi uomini possono vantarsi di conoscerne i segreti.

 

L'oasi perduta di Figuig

Dopo Errachidia abbiamo fatto una piccola deviazione lungo la strada di sola andata che porta verso il confine con l'Algeria, per andare a visitare l'oasi di Figuig situata nel bel mezzo di un deserto brullo, segnato dal tempo e posizionata lungo il percorso di un'antica strada oggi interdetta dal confine con l'Algeria chiuso per motivi politici. A Figuig talvolta vengo organizzati festival musicali importanti per sostenere l'economia della cittadina.

Ci fermiamo al piccolo villaggio di Boudnib prima di procedere attraversando una zona desertica per Figuig, antica frontiera tra Marocco e Algeria e che un tempo era una importante tappa carovaniera per le spedizioni dirette dal Magreb verso la Mecca.

La frontiera venne chiusa nel 1995 e così l'Oasi di Figuig venne tagliata fuori dalle rotte commerciali e ora il suo fascino di città fantasma dove il tempo sembra essersi fermato. Famosa per i suoi pozzi artesiani che forniscono acqua ai palmeti della zona, la città e circondata da sette ksar, antiche fortezze, che controllavano la distribuzione di acqua della zona.

Nei dintorni di Figuig si possono trovare dei graffiti scolpiti sulle rocce, testimonianze lasciate dai pastori nomadi del Sahara. Le incisioni non lasciano dubbi sul identità delle popolazioni che hanno abitato da allora la regione, vale a dire i berberi. Sono composti da immagini di animali intervallate da parole o segni nei caratteri Tifinagh. La presenza umana è attestata nella regione di Figuig sin dall'antichità da molteplici siti di incisioni rupestri lungo il percorso del Oued Zousfana, un wadi nel sud - est del Marocco e nel sud - ovest dell'Algeria, nelle montagne dell'Atlante sahariano.

Per raggiugere Erfoud percorriamo a ritroso la via di Boudnib e Errachidia.

 

Condividi!