Marocco, Marrakech guida alla città

Eccoci arrivati all'aeroporto Menara di Marrakech (RAK), situato 3 km a sud-ovest della città di Marrakech, capoluogo della regione Marrakech-Safi, e principale scalo della città del paese nordafricano da dove transitano circa 4 milioni di passeggeri all'anno. Siamo pronti per un weekend tra magnifici palazzi, lussuosi alberghi, ristoranti, golf e casinò.

Marrakech è il principale centro del sud e la città imperiale che da il suo nome al Marocco. Eterna come le nevi delle cime più alte, imponente come le montagne dell’Atlante, radicata nella storia come le palme della sua terra, Marrakech è il tocco finale ad un quadro di bellezza immutabile. I più grandi Re se la sono contesa, nobili dinastie vi si sono avvicendate, saggi, artigiani, architetti, pittori, scultori di ogni epoca vi hanno costruito palazzi principeschi, moschee, giardini e medersa.  Berberi e arabi vi si riuniscono, nomadi e popolazioni montane vi convergono, l’artigianato fiorisce, è il paradiso dei mercanti.

Carretti pieni d’arance e di chicchi di grano tostati, donne arrivate dall’Anti-Atlante a vendere panieri, cantastorie, musici, danzatori, scrivani pubblici dall'ombrello nero, chiromanti, venditori di pozioni, guaritori, speziali… tutti offrono lo spettacolo di un giorno come tanti. Più tardi i saltimbanchi cedono il posto ai tavernieri. Le lampade si accendono una dopo l’altra. È il momento, nella notte stellata, che la luna sceglie per seguire la sua vocazione: essere la milleunesima lanterna della piazza Jemaa el Fna.

Marrakech si sveglia, come tutte le mattine da 800 anni, con le stesse inflessioni cantilenanti, il richiamo del muezzin echeggia dall'alto dei 70 metri della Koutoubia, il faro spirituale di Marrakech. La folla si accalca verso la Moschea Ben Youssef, addossata alla mèdersa, uno dei più straordinari monumenti di Marrakech, gigantesca e superba scuola coranica fondata dal Sultano merinide Abou el-Hassan (1331-1349).

Al mattino il sole illumina Marrakech. I suoi raggi rischiarano il marmo rosa delle fontane, invadono le corti acciottolate, fanno scintillare le magnifiche decorazioni, riscaldano i turchesi, i verdi, i bianchi dei mosaici, si perdono negli stucchi del Palazzo El Bahia e di Dar Si Saïd, oggi museo che racchiude la quintessenza delle arti del Marocco. Questo leggendario sole di Marrakech esalta per contrasto la fredda bellezza delle tombe sadiane o dei Saaditi. Illumina le vestigia del Palazzo El Badi e talvolta, in un miraggio superbo, il visitatore abbagliato vede risplendere le ricchezze del passato, oro, marmo, onice, scambiati un tempo con carichi di zucchero da Ahmed el Mansour (1578-1603) il più illustre sovrano saadien.

All'ora di pranzo ci aspettano i sapori della cucina marocchina, che trova le sue specialità nei piatti di carne bovina e di agnello, arricchiti dal cous cous e dalle verdure. Ci si può fermare a pranzo in uno dei ristoranti di piazza Jemaa el Fna. Nel menu di pranzo abbiamo assaggiato l'harira una zuppa a base di ceci e lenticchie. Un ottimo cous cous di carne servito con una scodella di brodo a parte per insaporire la semola e la salsa piccante harissa. Un tajine di carne bovino in umido con mandorle e prugne. Il suo nome deriva dal piatto in cui viene cotto, realizzato in terracotta spesso decorata. Per concludere una teiera di tè alla menta con i tipici biscottini "corna di gazzella", fatti di pasta di mandorle tritate.

Dove il profumo di zafferano, cumino, pepe nero, zenzero, verbena, chiodi di garofano, fiori d’arancio incantano le narici. Dove si ammucchiano sacchi di mandorle, noccioline, fave, cesti di datteri, tonnellate di olive mentre sui banchi degli speziali stanno allineati vasi di hennè, ghassoul, fiale di estratto di rose, gelsomino, menta, khol, pezzi d’ambra, muschio… E’ il souk di Marrakech!

Tutto il souk di Marrakech è un luogo fuori dal tempo, un mercato interminabile dove non è difficile perdersi. Il momento migliore per visitare il souk è la mattina quando ci sono meno turisti e nel tardo pomeriggio le bancarelle chiudono. Girando da soli o accompagnati da una guida potete acquistare abiti, oggetti d’artigianato, prodotti tipici e spezie. In tutto il Marocco è usanza mercanteggiare e in questo mercato dovrete farvi abbassare il prezzo di due terzi prima di accettare i prezzo. Nel suok troverete vari artigiani, aggregati secondo la propria corporazione; al souk del rame forse il più suggestivo, gli artigiani martellano il metallo con un’espressione grave e concentrata ed un’abilità atavica. Al souk Laghzal troviamo l'area riservata alla lana, mentre al souk El Btana si trovano le pelli di montone. Al Souk Zarbia ci sono tappeti e caftani decisamente di un’altra dimensione.

Vicino a Bab Doukkala la principale porta nord-occidentale della medina di Marrakech, si trova complesso di giardini Majorelle progettato dall'artista francese Jacques Majorelle nel 1931, dove i cui colori naturali dei bambou giganti, yucca, papiri, palme, banani, cipressi, filodendri, boungaville e incredibili cactus sfidano pittoricamente la facciata della villa dipinta di blu Majorelle, un colore creato dallo stesso artista nel 1937, un blu oltremare cobalto al tempo stesso intenso e chiaro.

Yves Saint Laurent e Pierre Bergé rimasero incantati dalla struttura e comprarono la villa ribattezzandola Villa Oasis, Le ceneri di Yves Saint Laurent sono state disperse nel roseto di Villa Oasis, e un memoriale in suo onore è stato eretto nel giardino. Oggi possiamo visitare il Museo Yves Saint Laurent, architettonicamente bellissimo ospita una collezione di abiti di YVS, una sala cinema con proiezioni a tema e un piccola area dedicata alle esposizioni temporanee.

Oltre i bastioni ocra, il ritmo cambia come cambiano i colori. Brusio di vento le foglie, cinguettio di uccelli, profumo inebriante di gelsomino e caprifoglio, fragranza intensa dei celebri rosai di Marrakech dove la natura è un rifugio di pace, bellezza e raccoglimento, grata all'uomo che la disseta dal 1106 grazie ad un sistema ingegnoso di canalizzazioni, pozzi e sfruttamento delle sorgenti: 13.000 ettari di verde, 180.000 palme, un golf prestigioso, questa è la celebre Palmeraie de Marrakech. Più in là, dietro il Palazzo Reale, si stendono i frutteti dell'Adgal dove si tengono feste sontuose. Con l’avvicendarsi delle stagioni, gli alberi si coprono di frutti, belli e squisiti, aranci, fichi, melograni, olive.

Il sole tramonta su Marrakech. In un cielo fiammeggiante contro il quale si stagliano le nevi eterne dell’Atlante, il padiglione dei giardini della Menara rispecchia le sue proporzioni perfette nelle acque immobili del lago.

Per passare la notte abbiamo provato il Mandarin Oriental, Marrakech un hotel 5 stelle lusso dove abbiamo passato un soggiorno piacevole e rilassante. Si trova su un'area di 20 ettari, e offre una vista sulla Catena Montuosa dell'Atlante.

La struttura dispone di 54 ville private in stile berbero-arabo con piscina e vasca idromassaggio, e 9 suite di cui 7 suite con piscina panoramica. Presso la struttura ci sono diversi ristoranti e bar, e un centro spa e benessere con hammam, vasca idromassaggio, piscina coperta e servizio massaggi. SI possono noleggiare di biciclette, frequentare i golf club della zona. Dista solo 6 km dall'aeroporto Menara di Marrakech

Esperienze da non perdere

Tangia, le buone tradizioni
E’ il nome di un panciuto tegame di terracotta e di uno squisito stufato di montone e spezie che cuociono a fuoco lento, sotterrati nella cenere calda per tutta la notte. Una vera leccornia.

I gesti atavici dei conciatori
Nelle concerie del souk, da secoli non è cambiato nulla. Fra pelli stese al sole sulla paglia, vicino alle tinozze, gli artigiani usano da sempre lo zafferano per fare il giallo, il papavero per il rosso, l’indaco per il blu e l’antimonio per il nero. Uno sguardo sul passato, da non perdere assolutamente.

In calesse lungo la Palmeraie
Il cavallo al trotto, la carezza della brezza leggera sul viso, la vista delle palme che si stagliano contro un cielo di brace… momenti di rara dolcezza. E’ la passeggiata più romantica di Marrakech.

Arte popolare, un festival speciale
Ogni anno, le rovine del palazzo El Badi prestano la loro cornice grandiosa al festival nazionale delle arti popolari. Vanno in scena musica, danza, canto, costumi, gioielli, ornamenti personali e religiosi.

I Tesori del Museo Dar Si Said
Gioielli in argento cesellato, lampade ad olio in pietra di Taroudant, cuoio ricamato, vasellame rustico, marmi, giare, scrigni, gioielli berberi: sogni ad occhi aperti. Da non perdere la stanza della favorita: i tappeti da soli valgono il viaggio.

 

I dintorni di Marrakech, monti e meraviglie dell'Atlante

Viste da Marrakech, le montagne con la loro massa imponente e le creste innevate, sembrano uno scenario irreale e fiabesco. Basta fare 20 km. per gustare gite indimenticabili e scoprire la grandezza, la diversità e lo splendore dei paesaggi sempre nuovi dell’Atlante. A sud est di Marrakech, attraverso villaggi berberi ospitali, Aghmat, Dar Caïd Ouriki. Lungo la strada, costeggiata di giardini terrazzati, lungo l'ouadi Ourika fino ad Arhbalou.
Deviare a destra verso Oukaimeden (2600 m) la celebre stazione di sport invernali a soli 74 km da Marrakech! O ammirare Setti Fatma e i suoi noci secolari, tuffarsi nelle acque rigeneranti delle sue sette cascate. O spingersi fino a Annameure, villaggio della tribù di Aït Oucheg per noleggiare dei muli e salire fino a Djebel Yagour, una tappa fondamentale della preistoria del Marocco che si fregia dei suoi 2000 graffiti rupestri.

Pieno sud, nuovi scenari. A 47 km da Marrakech, sulla strada di Taroudant, nel tipico villaggio berbero d'Asni, il giorno dei baratti è il sabato, giorno del souk. Verso Ouirgane, il paesaggio evoca i canyon americani. Gole vertiginose conducono a Imlil, un’incantevole villaggio di montagna. Da qui partono le escursioni per il Parco Nazionale di Toubkal con l’ascensione alla vetta fino a raggiungere la vetta più alta di tutta l’Africa del Nord a quota 4.165 m. A quota 3.800 m troviamo l’altopiano di Tazaghaght, un deserto di pietra così alto da dominare le nuvole. Qui si possono effettuare dei piacevoli trekking durante tutto l'anno con itinerari di 8 giorni.

Ad est di Marrakech, le cascate di Ouzoud, dove l’acqua fa un salto di oltre 100 metri. Wadi Mehasseur, scavalcato dal ponte naturale d’Imi-n-Ifri, “Porta dell’abisso” nella terra dei Berberi, che precipita in cascate fra rocce enormi, per placarsi nel lago della diga di Aït-Aadel fra rosse colline spoglie.

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