Libia, la Tripolitania

Leptis Magna
E' il sito archeologico più esteso e affascinante della Libia, ma anche quello meglio conservato di tutto il Mediterraneo. La città nacque come porto fenicio verso l'anno 1000 a.C. grazie alla sua posizione strategica, che consentiva un facile accesso al mare, e alla presenza della foce del fiume Lebdan. Dopo essere stata in guerra contro i Greci di Cirene dovette arrendersi alla dominazione Romana. Fu la città natale di Settimio Severo che, divenuto imperatore di Roma, volle trasformarla in una sontuosa citta imperiale. Fece cosi costruire numerosi ed imponenti edifici pubblici, tra cui l'arco quadrifronte posto all'ingresso di Leptis, la via Colonnata, il Porto, le Terme della Caccia, i grandi Templi attorno al Vecchio Foro, che si aggiunsero al Teatro, al Mercato e alle Grandi Terme Adrianee. La città si ampliò tanto da gareggiare in splendore con la stessa Roma e venne definita la "Roma d'Africa". In seguito Leptis Magna venne sommersa dalla sabbia portata dal wadi Ledban per un errore di costruzione del porto. Solo agli inizi del XX secolo durante degli scavi la "Città delle ombre bianche", come venne definita dagli arabi, riemerse in tutto il suo splendore. Oggi il sito, grazie alla tranquillità del luogo, al buono stato in cui versano i suoi monumenti e soprattutto al silenzio in cui ci si ritrova durante la visita, è una tappa immancabile per tutti coloro che intendono visitare la Libia.

Sabratha
La città venne fondata molto tempo prima dell'arrivo dei Fenici. Con l'avvento dei Romani venne ricostruita e trasformata. Questo è il periodo di maggior splendore in cui vennero edificate i maggiori edifici. Il monumento più ricco di fascino è certamente il suo teatro, costruito alla fine del I secolo d.C., capace di contenere migliaia di spettatori, e ristrutturato negli anni 30' dagli archeologi Italiani. Successivamente al periodo Romano la città passò sotto il dominio dei Bizantini che all'interno delle chiese cristiane composero degli splendidi mosaici. Degni di nota sono il Foro Romano, i numerosi impianti termali, il grande Tempio di Iside, il favoloso mosaico della basilica di Giustiniano conservato in uno dei musei della città e la Basilica Civile dove nel 158 d.C. si tenne il processo ad Apuleio, che si difese da accuse ingiuste pronunciando la sua famosa "Apologia".

Villa Silin
Rinvenuta da poco tempo, grazie ai continui scavi che tutt'ora vengono effettuati lungo il litorale che va da Tripoli e Leptis Magna, Villa Silin è la meglio conservata tra le splendide residenze private che in età romana sorgevano sulla costa Tripolitana. In queste ville vivevano i ricchi commercianti, arricchitisi grazie al commercio con Roma, che preferivano vivere lontani dai grossi insediamenti urbani. Al suo interno si possono ammirare degli splendidi pavimenti decorati a mosaico, intere pareti e alcuni soffitti affrescati e delle terme private ancora intatte. Splendida è la cornice che le dona la vista di un mare azzurro che ne accarezza il grazioso giardino.

Jabal Nafusah
Il ceppo Berbero della Libia ha da sempre eletto questa zona montagnosa, che sovrasta la piana della Tripolitania, come area di appartenenza. Nei vecchi villaggi rurali di Nalut, Yifren, Gharyan, Qasr al-Haj e Kabaw si possono ancora visitare le antiche tracce del loro modello di vita. Questo popolo aveva la necessità di conservare il proprio raccolto e di difenderlo da eventuali attacchi da parte dei nemici. Per questo furono edificati veri e propri granai fortificati, chiamati "ksar" nei quali i contadini della zona depositavano il loro raccolto. Ogni Ksar era vigilato da dei guardiani ed era composto da migliaia di piccole celle ognuna sovrapposta all'altra. Attorno ai granai si sviluppava il villaggio berbero. Gli ksar sono degli splendidi esempi di architettura berbera rurale.

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