Viaggiare in Israele: timbri, passaporto ed ETA-IL. Tutto quello che c’è da sapere

Stai organizzando un viaggio in Israele e ti stai chiedendo se riceverai un timbro sul passaporto? Oppure temi che un precedente viaggio possa crearti problemi in altri Paesi? In questo articolo ti spieghiamo tutto su passaporti, timbri, autorizzazioni elettroniche (ETA-IL) e restrizioni di viaggio, con informazioni aggiornate al 2025.

Israele e timbri sul passaporto: cosa succede all’arrivo

Una delle domande più frequenti dei viaggiatori riguarda la presenza del timbro israeliano sul passaporto. In passato, ricevere un timbro d’ingresso o uscita da Israele poteva causare problemi per visitare altri Paesi del Medio Oriente.

Dall’anno 2013, Israele non appone più alcun timbro sul passaporto. Al suo posto, le autorità di frontiera rilasciano un tagliando cartaceo (blu all’arrivo, rosa all’uscita), con i tuoi dati personali, numero del passaporto, data di ingresso e la durata del soggiorno autorizzata (massimo 90 giorni per turismo).

Importante: conserva questo foglio per tutto il viaggio. Ti verrà richiesto in hotel e può essere necessario durante eventuali controlli, soprattutto se visiterai zone come Gerico, Betlemme o Hebron.

Novità 2025: introduzione dell’ETA-IL (Electronic Travel Authorization)

Dal 1° gennaio 2025, il governo israeliano ha introdotto un nuovo sistema elettronico di autorizzazione al viaggio, chiamato ETA-IL, simile all’ESTA degli Stati Uniti o all’eTA canadese.

Chi deve richiedere l’ETA-IL?

Tutti i cittadini di Paesi esenti da visto – inclusi i turisti italiani – devono richiedere l’ETA-IL prima della partenza, anche per viaggi brevi inferiori a 90 giorni.

Come funziona l’autorizzazione elettronica ETA-IL?

  • Dove si richiede: online sul sito ufficiale https://israel-entry.piba.gov.il
  • Costo: 25 shekel israeliani (circa 6,50 €)
  • Validità: 2 anni oppure fino alla scadenza del passaporto
  • Tempi di risposta: generalmente entro 72 ore
  • È obbligatoria? Sì, senza ETA-IL non si può salire a bordo del volo per Israele

Anche se in possesso di ETA-IL, l’ingresso in Israele è sempre soggetto alla decisione delle autorità di frontiera.

Viaggi nei Paesi arabi dopo un viaggio in Israele: cosa sapere

Anche se Israele non timbra più i passaporti, alcuni Paesi arabi e musulmani non intrattengono relazioni diplomatiche con Israele e potrebbero negare l’ingresso ai viaggiatori che hanno visitato lo Stato ebraico.

Paesi che potrebbero negare l’ingresso:

  • Iran
  • Libano
  • Libia
  • Siria
  • Sudan
  • Yemen
  • Kuwait

Anche timbri di frontiera associabili a un ingresso in Israele (come quelli giordani o egiziani da valichi di terra) possono destare sospetti.

L’Iran permette l’ingresso a chi possiede un timbro o visto israeliano, a condizione che siano passati più di sei mesi dal giorno di uscita dall’Israele.

Consiglio utile

Se prevedi di viaggiare in uno di questi Paesi in futuro, puoi richiedere un secondo passaporto alle autorità italiane competenti, giustificando la necessità legata a destinazioni conflittuali.

Documenti necessari per un viaggio in Israele

Per viaggiare in Israele nel 2025 serve:

  • Passaporto valido per almeno 6 mesi dalla data di ingresso
  • ETA-IL approvata prima della partenza
  • Assicurazione sanitaria consigliata, soprattutto se si viaggia nei Territori Palestinesi
  • Tagliando cartaceo da conservare durante tutto il soggiorno

I consigli

  • Per un viaggio in Israele richiedi con anticipo l’ETA-IL sul sito ufficiale
  • Conserva il tagliando d’ingresso rilasciato alla frontiera
  • Verifica la presenza di eventuali timbri sul passaporto prima di viaggi in Paesi arabi
  • Consulta sempre fonti ufficiali aggiornate come Viaggiare Sicuri o AmbTelAviv.esteri.it

Ingresso in Israele con passaporto italiano

Al contrario, la presenza di timbri o visti di alcuni Paesi islamici sul passaporto non costituisce, di per sé, motivo di respingimento alla frontiera israeliana ma può rappresentare un pregiudizio molto sfavorevole per la Polizia di frontiera israeliana, che può sottoporre il viaggiatore a lunghi ed approfonditi controlli con esito imprevedibile.

Al fine di evitare provvedimenti di respingimento alla frontiera, le persone che siano state destinatarie di un provvedimento di espulsione dal Paese, che abbiano illegalmente risieduto in Israele o che abbiano ricevuto in passato un diniego di ingresso, sono tenute ad accertare quale sia il proprio status presso le Autorità consolari israeliane all’estero o presso il Ministero degli Interni israeliano prima di intraprendere un viaggio in Israele.

Nazioni che non accettano passaporti israeliani

Ci sono poi altri stati che non accettano l’ingresso nei propri territori a persone con passaporto israeliano. Vi elenchiamo a seguito le nazioni che adottano questa esclusione, una lista che potrebbe variare a seguito degli ultimi eventi bellici.

Al 2025, 28 paesi non riconoscono la sovranità di Israele. 25 di questi sono paesi a maggioranza musulmana, di cui 16 non accettano esplicitamente i titolari di passaporto israeliano, e altri 7 di questi 16 non ammettono l’ingresso a cittadini non israeliani con alcun tipo di legame con Israele. Questi 16 paesi sono:

  • Afganistan
  • Algeria
  • Bangladesh
  • Brunei
  • Iraq
  • Iran
  • Kuwait
  • Libano
  • Libia
  • Malaysia
  • Maldive
  • Oman
  • Pakistan
  • Saudi Arabia
  • Siria
  • Yemen

Secondo la legge israeliana i paesi di Libano, Siria, Iraq e Yemen sono considerati stati ostili. I cittadini israeliani non possono visitarli senza un permesso speciale del ministero dell’interno israeliano, in mancanza di questo permesso se un israeliano visitasse uno di questi paesi anche con il passaporto di un altro paese, rischierebbe l’arresto al ritorno in patria.

Per aggiornamenti visita il sito Viaggiare Sicuri del Ministero degli Esteri.