Iran, Isfahan cosa fare e cosa vedere

Isfahan Iran. Informazioni turistiche Isfahan, la metà del mondo. Isfahan o Esfahan, capitale dell'omonima regione, conta su circa 1,961 milioni abitanti (stima 2016) ed è situata nell'Iran centrale e sorge ad un'altezza di 1.590 metri nelle montagne dello Zagros.

Isfahan è sicuramente la meta turistica più importante e più visitata dell'Iran. Numerosi viaggiatori sono sempre più attratti dalla cultura e dalle bellezze che si possono scoprire in un viaggio in Iran. E' conosciuta con l'appellativo di "la metà del mondo", per le sue bellezze artistiche, la ricchezza di antichissimi monumenti e la magnifica piazza centrale.

Origini della città di Isfahan

La città di Isfahan ha origini antiche, fu un'importante centro durante l'Impero sasanide, e in seguito nel 642 venne conquistata dagli Arabi. Rimase sotto il dominio del Califfato abbaside fino al 1055 quando venne assoggettata al dominio dei Grandi Selgiuchidi. Divenne capitale del suo Sultanato prima di perdere d'importanza con la fine del dominio selgiuchide in Persia. Venne in seguito saccheggiata dai Mongoli e dagli Afghani.

Divenne capitale della Persia dal 1598 al 1722, periodo in cui era famosa per la produzione ed esportazione di bellissimi tappeti persiani. Ancora oggi l'economia della regione è strettamente legata alle industrie tessili e alla produzione e raffinamento del cotone e della seta.

Cosa fare e cosa vedere a Isfahan

Acquisti ad Isfahan, cosa comprare

La regione di Isfahan è uno dei più grandi centri di produzione di diverse forme di artigianato dell’Iran ed è considerata da tempo immemorabile la culla delle belle arti e dell’artigianato. Il miglior posto per fare acquisti a Isfahan è il Grand Bazar il mercato storico conosciuto con il nome di "Qeysarriyeh Bazaar", costruito durante l'XI secolo e in seguito ampliato.

Da soli o accompagnati dalla vostra guida vi suggeriamo di evitare di fare acquisti nei negozi situati nella piazza centrale, ma di visitare l'interno del bazaar dove si riescono a contrattare prezzi più bassi. Ma attenti perché i commercianti dei negozi di Isfahan sono considerati dagli stessi iraniani come i più scaltri del paese, lo stesso Marco Polo nel libro Il Milione racconta di come fossero abili i venditori del tempo.

Il prodotto tipico dell'Iran sono i tappeti, ne troverete di ogni fattura, dimensione e prezzo. Se siete interessati potrete acquistarli nei bazaar e nei piccoli negozi e per i tappeti più grandi potrete chiedere una spedizione all'estero. Si trovano anche manufatti di osso di cammello, spesso raffiguranti piccole icone o miniature di una bellezza unica.

L’artigianato, in particolare le cornici lavorate a khatam, il minakari, le stoffe stampate (ghalamkari), e le diverse opere a incisione, sono tra gli altri souvenir di Esfahan.

Piazze e viali

Naqsh-e Jahàn è la bellissima piazza principale della città, anche nota come Piazza dello Scià e Patrimonio UNESCO. Vi si affacciano due moschee, un palazzo reale e un bazaar. Quasi tutti i palazzi circostanti appartengono all'era Safavide. Gli abitanti di Isfahan amano riunirsi qui il venerdì sera e passare un po' di tempo in tranquillità o festeggiare qualche ricorrenza in uno dei locali circostanti.

Boulevard Chahar Bagh (i quattro giardini). Costruito nel 1600, è il viale più famoso ed interessante dell'intera regione di Persia.

Moschee di Isfahan

Moschea dello Scià. Oggi è chiamata la "Moschea dell'Imam", dopo la rivoluzione che portò l'Imam Khomeini al potere, anche se per tutti rimane famosa con il nome di "Moschea dello Scià". Costituisce un perfetto esempio di architettura classica iraniana, e da molti anni è inserita nei Patrimoni dell'Umanità UNESCO. La sua lucentezza è dovuta ai 7 colori dello smalto dei suoi mosaici. Di pregio sono anche le iscrizioni nell'elaborata calligrafia shekaste, una delle varianti in cui può essere scritta la lingua farsi.

Moschea di Sheikh Lotfollah. I lavori di costruzione di quest'altro capolavoro dell'età safavide iniziarono nel 1602 grazie ai finanziamenti dello scià Abbas I e all'instancabile lavoro del suo architetto Bahāʾ al-dīn al-ʿĀmilī, più semplicemente noto come Sheikh Bahai. L'intenzione originaria era quella di costruire un tempio privato per le celebrazioni della famiglia regnante e pertanto non furono progettati i minareti. Oggi si possono visitare i passaggi segreti che collegano la moschea al palazzo reale.

Moschea Hakim. Forse questa moschea è meno bella rispetto alle altre due, ma è una delle più antiche moschee di Isfahan. L'aspetto attuale è del 1656 ma il tempio sorge su una moschea più antica, risalente al X secolo. Il magnifico portale, coperto dal fango, fu riscoperto negli anni 50 del XX secolo.

Masjed-e Jāmé (Moschea del Venerdì di Isfahan). La Moschea del Venerdì è una delle espressioni architettoniche più importanti della dominazione selgiuchide in Persia (1038-1118).

I Palazzi della città

Ālī Qāpū (Palazzo reale). Venne costruito intorno al XVII secolo ed è composto da un enorme palazzo alto 48 metri e dotato di sette piani, ognuno dei quali accessibile da una diversa ripida scala a spirale. Il palazzo deve il suo incanto e il suo fascino alla costruzione "acustica", infatti ogni nicchia e fessura nelle mura, finemente decorate, è stata pensata per permettere ad un coro di poche persone di allietare il tempo libero del sovrano producendo particolari effetti sonori.

Particolarmente notevoli sono i dipinti naturalistici, opera di Reza Abbassi, il pittore di corte di Abbas I. Si notano elementi naturalistici, faunistici e ornitologici.

Talar Ashraf (Palazzo di Ashraf). Costruito nel 1650 da Abbas II, è oggi utilizzato come ufficio militare e non può essere visitato. Distintivo di questo palazzo e del relativo periodo è l'influenza afgana sull'arte persiana. Non lontano si trova il palazzo ospitante il museo naturale che è - nello stile e nella forma - molto vicino al palazzo di Ashraf. Insomma, se non potete visitare l'uno, rimedierete con l'altro!

Hasht Behesht (Palazzo degli otto paradisi). Costruito nel 1669, è oggi protetto dalla Soprintendenza iraniana ai beni culturali ed è pertanto visitabile. Originariamente era il palazzo ospitante l'harem del re.

Chehel Sotoun (Palazzo delle 40 colonne). Costruito nel 1647 in realtà è un palazzo con 20 colonne, ma in lingua farsi il numero 40 ha anche il significato di "molto". La funzione del palazzo anticamente era religiosa e doveva ospitare le celebrazioni ufficiali della casa reale, come matrimoni, ricevimenti e visita di ambasciatori. Oggi è uno dei nove giardini persiani iscritti nella lista UNESCO.

Madrasse

Madrasa o madreseye, è il termine arabo-persiano per definire la scuola.

Madreseye Madar Shah. Scuola dell'Imam Jafar Sadegh, un edificio costruito durante il sultanato di Hossein, un re safavide iraniano, che oggi ospita un istituto di scienze teologiche per formare nuovi imam. Lo splendere della cupola e del grande muro giallo rendono quest'edificio subito riconoscibile e l'entrata decorata in oro e argento con le piastrelle decorate rendono questo edificio un vero capolavoro architettonico. Le arcate nell'atrio interno centrale danno ognuna accesso ad una camera per studenti.

Ci sono poi le madrase di Madreseye Khaju e Madreseye Sadr.

Chiese armene

Cattedrale armena. Cattedrale del XVII secolo. All'interno si trovano meravigliosi dipinti e tappeti persiani che coprono un pavimento in piastrelle di ceramica finemente decorate. Le pitture dal tipico colore blu dominante narrano la creazione dell'uomo e a sua la sua cacciata dal paradiso terrestre.

Chiesa armena di Betlemme. Ad appena cinque minuti a piedi dalla cattedrale armena, ecco quest'altro incantevole esempio di commistione armeno-persiana. La chiesa, costruita nel XVII secolo, conserva ancora dei bellissimi affreschi.

I Ponti di Isfahan

Il fiume Zayandeh è una vera e propria ricchezza per questa regione, non solo perché da tempi antichissimi ha reso fertile il terreno garantendo l'insediamento umano e le attività agricole e industriali, ma anche perché lungo il suo corso sono sorti numerosi ponti. Tutti i ponti costruiti in tempi passati sono stati progettati e decorati per farli diventare opere d'arte in un gioco incantevole di luce tra acqua e sole luna. Oggi molti di questi sono patrimonio UNESCO.

Pol-e Shahrestan (Ponte Shahrestan). Opera degli artigiani dell'XI secolo, è uno dei ponti più antichi dell'intero Iran.

Pol-e Khaju (Ponte Kahju). La sua bellezza è indescrivibile, fu costruito nel 1650 ed è uno degli elementi più fotografati di Isfahan. La sua costruzione si deve a Abbas II. L'intera costruzione è sorretta da 24 archi che si snodano sui 130 metri di lunghezza e 12 di spessore. Ogni blocco di pietra è lungo almeno 2 metri. Ogni arco misura in altezza 21 metri. Il ponte rappresenta un esempio dei pochi ponti capaci di regolare il flusso delle acque del fiume grazie alla chiusura e apertura di portoni posizionati in corrispondenza degli archi.

Questo sofisticato sistema di ponti serviva come mezzo di irrigazione dei campi circostanti, quando si verificavano periodi di siccità e la città non era ancora tanto estesa da arrivare qui. Oggi, smessa la funzione di aiuto ai contadini, il ponte rimane a tutto vantaggio dei turisti per regalare loro attimi di viste mozzafiato sulla città o per riposare seduti in qualche punto ad ammirare il corso del fiume.

Si-o-Seh Pol (Ponte dei 33 archi). Eretto nel 1602, è uno dei meglio conservati esempi dell'era safavide. Commissionato nel 1602 dallo scià 'Abbas I il Grande al suo cancelliere Allahverdi Khan Undiladze, è composto da due file di 33 archi. C'è una passerella più grande all'inizio del ponte dove scorre il fiume fiume Zayandeh, che supporta una sala da tè.

Pol-e-Joui. Anch'esso testimonianza dell'epoca safavide, il ponte fu costruito nel 1665.

I Giardini di Isfahan

Non dimenticate di passare da due importanti giardini pubblici di Isfahan. Il Giardino Botanico. Costruito negli anni '90 e utilizzato per scopo ricreativo e culturale, è un'enorme area con più sezioni, una cascata e un padiglione adibito a mostre. Il Parco degli uccelli. A dispetto del nome contiene anche specie animali diverse dagli uccelli. Si tratta di un'area di quasi due ettari, utilizzata a scopo ricreativo.

Altri monumenti da vedere

Atashgah (Tempio del fuoco). Il nome deriva dal persiano "atas", fuoco. Un tempo zoroastriano dedicato al fuoco e ai seguaci di Zoroastro o Zarathustra, da dove si ha una vista mozzafiato sulla città. Sorge su una montagna direttamente a picco sulla città.

Buqe'h-ye Ibn-Sina (Scuola di Avicenna). Avicenna, il famoso medico e filosofo arabo, che indirettamente permise a Dante di conoscere la filosofia aristotelica e quindi di donarci la Divina Commedia, ebbe qui la sua scuola. L'edificio risalente al XII secolo è un altro dei tesori di Esfahan.

Tomba di Nizam al-Mulk. Il mausoleo di Nizam al-Mulk, uno dei personaggio storici più emblematici del periodo selgiuchide.

Piccionaia di Isfahan. I piccioni erano utilizzati dagli abitanti di Isfahan già nel XVII secolo e per questo fu costruita per loro questa torre.

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