Giordania Popolazione

Vediamo gli usi e costumi della popolazione nella Giordania. Le feste tradizionali della Giordania. Religioni e la scuola.

Giordania Popolazione

Ammonta a circa 9.956.000 di abitanti (dato 2018), concentrati quasi esclusivamente nella zona nord-ovest, vicino ad Amman, o lungo la direttrice che dalla capitale porta ad Aqaba. Per il resto il paese è quasi deserto, con una densità molto bassa, circa 36 abitanti per kmq. Come in tutti i paesi arabi il tasso di crescita della popolazione è elevato e supera il 3% all'anno, tanto che quasi metà degli abitanti ha meno di 15 anni.

La popolazione della Giordania è composta da vari gruppi etnici. La maggioranza è araba, essenzialmente individui appartenenti alle varie tribù che nel corso dei secoli sono transitate in questa zona o vi hanno stabilito la loro sede. Sono suddivisi in vari gruppi tra cui il più numeroso è quello palestinese (circa il 60%), esuli dalla Palestina dopo le guerre con Israele del 1948 e del 1967. Alcuni di loro vivono ancora nei campi profughi, decisi a ritornare nella loro terra d'origine; della loro situazione si occupa anche un'organizzazione a livello internazionale. Sono molto numerosi e la loro presenza si fa sentire, anche perché molti di loro si sono inseriti nel nuovo ambiente e occupano posizioni importanti.

Dal 2010, oltre 1,4 milioni di rifugiati siriani sono fuggiti in Giordania per sfuggire alle violenze in Siria. La popolazione più numerosa si trova nel campo profughi di Zaatari. Il regno ha continuato a dimostrare ospitalità, nonostante la notevole tensione che il flusso di profughi siriani pone nel paese. Gli effetti stanno interessando in gran parte le comunità giordane, poiché la stragrande maggioranza dei rifugiati siriani non vive nei campi. Gli effetti della crisi dei rifugiati includono la concorrenza per opportunità di lavoro, risorse idriche e altri servizi forniti dallo Stato, insieme alla tensione sulle infrastrutture nazionali.

Minoranze etniche Giordania

Numerosi sono anche i beduini, cioè appartenenti a popolazioni nomadi o seminomadi che vivono nella zona orientale e al sud. Attraversando queste zone può capitare di scorgere le tende nere, isolate o a piccoli gruppi, nelle quali vivono secondo ritmi del passato. Sono noti per la loro ospitalità e per la loro fierezza. Pare che tra essi inoltre siano reclutati i soldati della Legione Araba (fedele al re, composta di soldati eccezionali per la resistenza ai disagi). Numericamente sono circa 40.000 nomadi, divisi in varie tribù a seconda della loro origine (siriana, irakena, orientale...).

Accanto ad essi si trovano i circassi, circa 25.000 - 30.000 persone originarie del Caucaso e arrivati qui alla fine del XIX secolo, a causa delle guerre di conquista della Russia degli zar in quelle regioni. Vennero accolti dal sultano turco che offrì loro ospitalità grazie all'affinità religiosa tra i due popoli. A loro si deve tra l'altro la rifondazione della capitale Amman. I circassi sono suddivisi in varie tribù, parlano una loro lingua, si distinguono dalla popolazione araba per il colorito chiaro e l'abbigliamento (si vantano di essere i migliori conoscitori di cavalli).

In Giordania vivono anche appartenenti alla comunità dei drusi, in realtà non un gruppo etnico, ma con una specifica cultura religiosa. Vivono di agricoltura e costituiscono un insieme chiuso, molto legato alle tradizioni. L'esigua comunità italiana conta circa 350 persone.

Tradizioni e feste

Grandi feste si fanno in occasioni delle ricorrenze religiose, ma anche per la nascita di un figlio: vengono sacrificati animali (agnelli in genere), con la partecipazione di molta gente. Ai figli, specialmente ai maschi, sono legate molte cerimonie del mondo arabo, ad esempio la circoncisione. Anche i matrimoni sono occasioni civili e religiose per fare grandi feste insieme ad un folto gruppo di parenti ed amici. Nei piccoli centri tutto il villaggio viene coinvolto e invitato alla cerimonia.

La situazione delle donne è ancora di inferiorità, sia per ragioni economiche che religiose, pur costituendo il 7% della forza lavorativa del paese. Come in tutti i paesi musulmani l'ospitalità è sacra, secondo gli insegnamenti del Corano: in molti centri esiste addirittura una casa dell'ospite, che serve per accogliere i forestieri, ma anche per riunire gli uomini a bere caffè e a discutere, fumando il narghilè.

Lingua e scuola

La lingua ufficiale e senz'altro la più diffusa è l'arabo, anche se alcune comunità usano linguaggi diversi (i drusi parlano una loro lingua), comunque l'arabo è la lingua usata in tutte le cerimonie religiose perché è quella che legata in passato alla diffusione dell'Islam. L'inglese è molto usato in campo commerciale e economico, ma la popolazione lo conosce poco, la situazione è migliore tra i giovani e tra le persone di cultura e livello sociale alto; ancora meno conosciuto il francese.

La scuola obbligatoria dura 5 ai 14 anni di età, segue l'istruzione secondaria in due cicli triennali e infine l'università. Esistono in Giordania 7 università statali, tra cui si ricordano la University of Jordan di Amman, la Yarmouk University di Irbid e la Mu’tah University di Karak, oltre a 14 università private.

L'inglese è insegnato in tutte le scuole, per cui è più facile avere contatti e conversazioni con persone appartenenti alle ultime generazioni.

Giordania Religioni

La maggioranza è di fede musulmana sunnita, circa il 92%; un'esigua minoranza è composta da sciiti, molto pochi anche i drusi. I cristiani sono solo il 5-6 % della popolazione, dei quali i 2/3 ortodossi, sotto la guida del Patriarca di Damasco, altri cattolici romani, Siriani ortodossi, o appartenenti a chiese assire.

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