Pechino Cosa vedere

Pechino cosa vedere. Guida alle principali attrazioni turistiche nella città di Pechino. La città proibita, la grande Muraglia, le Tombe Ming e il Palazzo Imperiale d'Estate.

Pechino

Beijing, la Capitale del Nord, chiamata così per distinguerla dall'antica capitale Nanchino (Nanjing, Capitale del Sud), oggi è la capitale della Repubblica Popolare Cinese. Si sviluppa a 43,71 metri sul livello del mare, cinta a nord-est dai monti Yanshan, a ovest dai monti Taihang e a sud dalla pianura agricola cinese.

La città, divisa nell'antichità in Città Proibita, la dimora del 'Figlio del Cielo', Città Tartara, dimora della nobiltà imperiale, e Città Cinese, dove vivevano i cittadini, mantiene ancora oggi i grandi e antichi monumenti che le caratterizzarono, ma ha subito un forte stravolgimento, diventando anche una capitale moderna ed elegante. Beijing è una megalopoli dove il fascino della civiltà antica si fonde con quello della civiltà moderna, con alberghi, ristoranti ed importanti attrazioni culturali, spettacoli teatrali e musicali, cinema, spettacoli di acrobazie e danze, arti marziali e calligrafia.

La Città proibita

È il 1405 e l'Imperatore Youg Le decide di trasferire la capitale dell'Impero Cinese da Nanchino a Pechino, e di costruirvi una 'città nella città', una città il cui accesso viene proibito al popolo per più di 500 anni, un gigantesco complesso, residenza della dinastia imperiale Ming e in seguito della dinastia Qing.
Ripetutamente distrutta dalle fiamme (la devastazione più grande la si deve all'irruzione dei Manciù nel 1664 che ridusse il palazzo in cenere) la Città purpurea, così chiamata dal nome che i cinesi danno alla Stella Polare, Mirto Purpureo, punto di riferimento per viaggiatori e naviganti, è oggi visitabile grazie alla ricostruzione degli edifici risalente al XVIII secolo.

Protetta da mura alte dodici metri con quattro torri angolari dal tetto giallo (colore dell'Imperatore), la Città Proibita sorge su un'area di 5 kmq e vi si accede attraverso la Porta del Meriggio, la porta più grande del Palazzo, dalla quale l'Imperatore presenziava alle cerimonie militari e proclamava il nuovo calendario. Superata la porta si entra in un cortile attraversato dal Ruscello dalle Acque d'Oro: lo si attraversa su di uno dei cinque ponti in marmo e, passata la Porta dell'Armonia Suprema, si accede ai palazzi imperiali, cuore della Città Proibita.

Su di una gigantesca piattaforma di marmo, salite le scale, si trova la prima sala, il Palazzo dell'Armonia Suprema: si deve immaginare un'atmosfera pervasa dal profumo del sandalo e del pino, dal suono dell'orchestra, e pensare di vedere al centro della stanza, seduto sul trono, il Figlio del Cielo, in perfetta armonia con Dio e gli uomini... è questa l'atmosfera nella quale funzionari e dignitari venivano a prostrarsi al cospetto dell'Imperatore. Ancora oggi si possono vedere i 18 bruciaprofumi in bronzo dai quali sprigionava il profumo al sandalo, rappresentanti le 18 province della Cina antica. La sala è retta da 24 colonne alte 28 metri: sei colonne centrali dorate e decorate col motivo del drago, simbolo dell'Imperatore, e 18 laccate di rosso. Dietro al trono si allarga un paravento con le decorazioni di nove draghi e due elefanti, simbolo di pace. Tutto il Palazzo è costruito ad incastro.

Subito dietro al Palazzo dell'Armonia Suprema, si erge il Palazzo dell'Armonia Perfetta, un edificio a pianta quadrata, luogo di riposo e riflessione, dove venivano esaminate le sementi dei raccolti e venivano stesi i messaggi delle cerimonie. Accanto al trono si possono vedere due portantine. Il Palazzo è il luogo di passaggio per il Palazzo dell'Armonia Protettrice, antica sala d'udienze, dove si svolgevano gli esami imperiali per scegliere i consiglieri dell'Imperatore. Gli arredi presenti sono di epoca Qing, come il trono.

Scendendo i gradini della terrazza si attraversa la Porta della Purezza Celeste, la più antica costruzione della Città Proibita, e si giunge a quelli che una volta erano gli appartamenti privati dell'Imperatore, i templi, i teatri, la biblioteca, i giardini… la Sala della Purezza Celeste, lstanza da letto degli imperatori, la Sala dell'Unione, sala del trono dell'imperatrice dove riceveva durante le tre più importanti festività dell'anno (la festa di Primavera, il solstizio d'inverno e il compleanno dell'Imperatore), la Sala della Tranquillità Terrestre, abitazione dell'imperatrice. Oltre la Porta della Tranquillità Terrestre c'è il Giardino Imperiale, un ampio giardino classico con padiglioni, terrazze, alberi, rocce, fiori... risultato di 500 anni di scienza botanica.

Nella parte occidentale e orientale del Palazzo Imperiale si trovano i palazzi delle concubine, degli eunuchi, il Palazzo dell'Astinenza, dove si festeggiava l'arrivo dell'erede al trono, il Palazzo del Nutrimento dello Spirito... Alcuni di questi edifici sono oggi adibiti a musei delle collezioni imperiali: bronzi, ceramiche, orologi, giocattoli e artigianato sono esposti nelle diverse stanze divisi a tema oppure per periodo storico.

Tra la Porta Tien'anmen e la Porta del Meriggio sulla sinistra si trova il Parco Zhongshan, con l'Altare della Terra e delle Messi, diviso in cinque parti, ognuna riempita con una terra di un colore diverso, a simboleggiare che tutta la terra appartiene all'Imperatore, mentre sulla destra sorge il Palazzo della Cultura del Popolo, tempio del culto degli antenati.

La Grande Muraglia

300.000 uomini e 100 lunghi anni sono stati decisivi per ottenere la spettacolare Wanli Changcheng, la Muraglia Cinese. Un lungo drago sinuoso che si snoda per 5760 km dal Passo dello Shanhaiguan, sulla costa orientale, al Passo del Jiayuguan, nel Deserto del Gobi. Iniziata intorno al 200 a.C. sotto l’imperatore Qin Shihuang e terminata con la dinastia Ming, la muraglia è alta dai 7 agli 8 metri per una larghezza di 6,5 metri. Fu costruita per contenere le invasioni dei barbari e delle popolazioni nomadi del nord e divenne ben presto una delle vie più sicure di comunicazione, protetta di continuo dai soldati.

Simbolo dell'impenetrabilità dell'Impero Cinese, ma anche della sua originalità, la Muraglia è oggi visitabile lungo pochi tratti, tra cui quello di Badaling di epoca Ming, dalle mura merlate e dalle belle torri di guardia, a circa 70 km da Pechino, dal quale si dominano le splendide valli circostanti ed i rilievi montuosi. Un tratto di muraglia incontaminata è quello di Simatai, anch'esso di epoca Ming, con 135 torrette di guardia e 'i muri d'ostacolo', mura dentro le mura, un tempo utilizzate per difendersi dai nemici che riuscivano a salire sulla Grande Muraglia stessa. Simatai ha un percorso piuttosto ripido e per un tratto un dislivello di 500 metri, fatto che seleziona i visitatori.

Le Tombe Ming

A 50 km da Pechino in direzione nord ovest, dopo un lungo viale d'accesso alla necropoli protetto da grandi statue di animali (una statua sì e una no si trova in posizione di riposo per permettere, secondo la leggenda, il cambio della guardia di mezzanotte), sorgono le Tombe dei Ming, i Tredici Mausolei (Shisanling), così chiamati perché vi sono seppelliti tredici dei sedici imperatori della dinastia Ming (1368-1644).

Il sito è stato costruito in base alla tradizione geomantica cinese, secondo la quale l'orientamento delle sepolture deve seguire il Teng-shui (acqua-vento), deve cioè essere in armonia con le forze della natura. I monti Tianshoushan proteggono il luogo dal vento, mentre la topografia fa sì che le acque piovane non inondino le tombe. I vari mausolei, sparpagliati nella valle, non sono in successione cronologica. Ogni imperatore, infatti, sceglieva il luogo che preferiva.

Attraverso un Portico di pietra, un arco a cinque aperture in marmo bianco, si accede alla Via dello Spirito, la Via Sacra, lungo la quale si trova una lunga sequenza di statue, 36 sculture, di cui 24 rappresentano animali e 12 figure umane, generali, dignitari... insieme conducono alla Tomba dell'Imperatore Yong Le, un lungo sepolcro a ridosso della montagna, costruito tra il 1409 ed il 1427, dove è posta la tomba dell'imperatore insieme a quelle di sedici 'meritevoli' concubine e a molti oggetti funerari.

La seconda tomba per dimensioni è quella di Wan Li, tredicesimo imperatore della dinastia Ming (1573-1620): durante gli scavi, avvenuti negli anni '50, sono state trovate 26 casse di oggetti funebri e, accanto alla tomba, diversi pezzi di giada, che si pensava conservassero il cadavere. La visita alle Tombe dei Ming, solitamente, comprende il Palazzo delle Cere della Dinastia Ming, uno dei più grandi musei delle cere del mondo, con i più grandi personaggi della storia cinese.

Palazzo Imperiale d’Estate

A una ventina di km dal centro cittadino, nella periferia nord-occidentale, sulla Collina della Longevità in un immenso parco occupato per lo più dal grande Lago Kunming, sorge il Palazzo d'Estate, lo Yiheyuan, residenza estiva dell'imperatore. Le costruzione che vediamo oggi risalgono alla fine dell'800, ricostruzioni di edifici precedenti andati distrutti in seguito ad un incendio provocato dalle truppe anglo-francesi durante la seconda guerra dell'oppio.

Il Tempio della Virtù Buddhista viene considerata la costruzione più importante: alto 41 metri, si trova in cima alla collina e regala una splendida vista su tutto il parco. Di fronte sorge il Palazzo delle Scaccianuvole, dove l'imperatrice Ci Xi soleva festeggiare i suoi compleanni. Ancora oggi vi si trovano i regali ricevuti nel suo 70° compleanno. Dove, invece, riceveva funzionari ed ambasciatori era il Palazzo della Benevolenza e della Longevità, nel cui cortile si possono ammirare sculture di animali in bronzo.

Nel parco si erge anche il Grande Teatro, dove si rappresentavano gli spettacoli dell'Opera di Pechino. Vicino al Teatro sorge la residenza dell'imperatrice Ci Xi, il Palazzo della Felicità e della Longevità. A unire i principali edifici alla riva nord del lago Kunming vi è il Corridoio Lungo, una lunga galleria di 728 metri decorata con splendide pitture rappresentanti scene storiche, mitologiche e paesaggi. Quasi al termine della galleria, ormai nelle acque del lago, si trova il famoso battello di pietra fatto costruire dall'imperatrice Ci Xi quasi per giustificare, non senza un velo di ironia, che i soldi da lei adoperati per ricostruire lo Yiheyuan (5 milioni di once di argento) erano invece stati stanziati per la costruzione di una moderna flotta cinese! Il lago è attraversato da molti ponti, tra i quali il Ponte delle 17 Arcate, lungo 150 metri.

All'inizio del ponte c'è un bufalo in bronzo sul cui dorso è scolpito in rilievo un poema dell'imperatore Qianlong, che ricorda il contributo determinante che questo animale ha avuto nella costruzione di questo lago semi artificiale. La Diga dell'Ovest viene interrotta da 6 ponti, di cui uno in pietra chiamato Yudaiqiao (Ponte della Cintura di Giada).

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