Terra del Fuoco, tra Argentina e Cile

Scopriamo assieme la Terra del Fuoco (Tierra del Fuego), un arcipelago dai panorami estremi situato all'estremità meridionale del continente dell'America del sud, molto ben raccontato nei libri di Luis Sepulveda. La Terra del Fuoco Argentina, la regione della Terra del Fuoco Cilena e dove si trova la Terra del Fuoco.

Terra del Fuoco dove si trova

Dove si trova la terra del fuoco? Il territorio insulare è diviso tra l'Argentina e il Cile, si estende a sud e a est dallo Stretto di Magellano, ed è composto da Isola Grande, l'isola principale della regione e da numerose altre isole minori, quasi tutte in territorio cileno, come l'isola Dawson, le Isole Diego Ramírez e l'isola di Capo Horn. La parte orientale dell'Isola Grande, e l'isola degli Stati appartengono politicamente alla Repubblica Argentina.

Terra del Fuoco, il territorio

I tratti caratteristici di questo territorio sono i pozzi di petrolio, le pecore, i ghiacciai, il vento e i corsi d'acqua. In Argentina le due città più importanti sono Ushuaia e Rio Grande; le attrattive maggiori dell'isola sono i panorami spettacolari, l'esplorazione della sua natura selvaggia e la pesca. L'unico parco nazionale costiero dell'Argentina è costituito da fiumi, laghi, foreste e ghiacciai che offrono splendide possibilità di trekking e di osservazione degli animali.

Ushuaia, la fine del mondo

Ad Ushuaia dalla stazione parte il “Ferrocarril Austral Fueguino” dove con una escursione si può visitare il parco Nazionale della Terra del Fuoco a bordo del famoso Tren del fin del Mundo. Entrati nel Parco si comincia il percorso attraverso i vari punti di attrazione come la Bahía Ensenada dove si può scoprire tracce di insediamenti risalenti a circa 6.500 anni fa. Da qui si raggiunge il Lago Roca dove si può osservare la geografia della Isla Grande de Tierra del Fuego, confinante con la Repubblica del Cile.

Canale di Beagle, cosa vedere

Con una gita in battello nel canale di Beagle si naviga a largo della Bahía de Ushuaia da dove si potrà osservare la città più australe del mondo circondati da un paesaggio unico. Durante la navigazione si ha una vista degli edifici più importanti, il Museo Marittimo (antico presidio), Museo del Fin del Mundo, l’area industriale edificata dal 1980. Da questo punto, il paesaggio è una combinazione di mare e montagne e si possono vedere i monti: Olivia, Cinco Hermanos, las Estancias Fique y Túnel, Los montes Escarpados e il Río Encajonado.

Da lì la navigazione prosegue nel centro del Canale Beagle, arrivo al Faro Les Eclaireurs nell’omonimo arcipelago. In una di queste isole è possibile osservare la nave Monte Cervantes che naufragò nel 1930. Proseguendo con la navigazione si arriva alla Isla de Los Lobos, per osservare i mammiferi marini, il loro habitat e il meraviglioso scenario naturale.

Alla Isla de Los Pájaros si possono vedere i Cormorani di Magellano, i Cormorani Imperiali, gli Albatros e altre specie di uccelli marini. Navigando attraverso il Paso Chico si ritorna ad Ushuaia, con una vista della bella cornice che il Monte Martial ed il suo ghiacciaio danno alla città.

La popolazione indigena

I primi insediamenti umani risalgono all'8000 a.C. La popolazione Yamana fu una delle più antiche a stabilirsi nella zona e sono stati rinvenuti dei resti archeologici con le caratteristiche della loro cultura nell'isola Navarino. I primi europei a raggiungere questa zona furono i marinai della spedizione di Ferdinando Magellano nel 1520 navigando per conto della Corona spagnola.

Origine del nome

Perchè si chiama terra del fuoco? Il nome “Terra del Fuoco” è stato coniato proprio dall'esploratore portoghese Ferdinando Magellano, che navigando vicino alla costa notò i fuochi accesi dagli Yámana, la popolazione indigena a cui diede il nome di patagão. Il navigatore vicentino, cittadino della Repubblica di Venezia Antonio Pigafetta, fu uno dei pochi superstiti della spedizione di Ferdinando Magellano. La Relazione del primo viaggio intorno al mondo è oggi ritenuto uno dei più preziosi documenti sulle grandi scoperte geografiche del Cinquecento.

I racconti di Antonio Pigafetta

L'interesse per questa regione fu alimentato dai racconti di Pigafetta, nei quali si descriveva l'incontro con gli abitanti locali e sosteneva fossero alti circa 9-12 piedi di altezza "così alto che abbiamo raggiunto soltanto la sua cintola". Fu cosi che si iniziò ad associare il termine Patagonia al significato di terra dei giganti, questa teoria venne alimentata da successivi rapporti di altri esploratori e viaggiatori e alcune antiche mappe del nuovo mondo riportato il termine Regio Rigantum, la regione dei giganti.

Nel 1767 a bordo dell'HMS Dolphin, Byron ed il suo equipaggio navigarono per un certo tempo lungo le coste della Patagonia e scrissero dei testi dove sembrano dare prova dell'esistenza di questi giganti; la pubblicazione si è trasformata in un best seller e furono vendute migliaia di copie.

Charles Darwin

Le spedizioni di Francis Drake nel 1578 e della Compagnia olandese delle Indie orientali nel 1616 fecero nuove scoperte geografiche, durante queste esplorazioni è stato coniato il nome dell'Isola di Capo Horn, il punto più a sud del mondo. Altri esploratori visitarono questa parte a sud del mondo, Robert FitzRoy nel suo primo viaggio con la HMS Beagle del 1830 che successivamente tornò nella Terra del Fuoco con Charles Darwin, celebre per aver formulato la teoria dell'evoluzione delle specie animali e vegetali che scrisse diverse note durante la sua visita nell'arcipelago.

Larrivo degli europei

A seguito del contatto con gli europei, le popolazioni native dei Selknam e degli Yamana furono decimate da conflitti e da persecuzioni da parte dai coloni, dalle malattie infettive per le quali gli indigeni non possedevano difese immunitarie, e infine dalla deportazione in massa nella missione dell'isola Dawson.

Oggi i Selknam sono considerati quasi estinti mentre gli ultimi discendenti degli Yamana, chiamati anche Yagán, vivono a Villa Ukika, un villaggio vicino a Puerto Williams, nell'isola Navarino.

Fu con il trattato del 1881 che la Terra del Fuoco venne divisa tra Argentina e Cile. La corsa all'oro del XIX secolo permise la fondazione di numerose località da parte degli immigrati, come gli insediamenti argentini di Ushuaia e Río Grande e quelli cileni di Porvenir e Puerto Toro.

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