I vini del Monferrato rappresentano una delle eccellenze del Piemonte, espressione di antiche tradizioni vitivinicole e di paesaggi in parte riconosciuti dall’UNESCO. Questo territorio collinare è la culla di vitigni storici come Barbera, Grignolino, Freisa e Ruchè, ma anche di vini bianchi freschi ed eleganti ottenuti principalmente dal Cortese. Le numerose denominazioni DOC e DOCG raccontano il profondo legame tra il vino, il territorio e la cultura contadina locale.

Dalle cantine storiche ai piccoli produttori, il Monferrato offre un patrimonio enologico ricco e variegato. Dal celebre Barbera ai vini più caratteristici del territorio, come Freisa e Grignolino, ogni produzione esprime le peculiarità delle colline astigiane e alessandrine.

Il territorio vinicolo del Monferrato

Il Monferrato si estende principalmente tra le province di Asti e Alessandria in Piemonte, attraversando territori dalle caratteristiche differenti ma uniti da una lunga tradizione vitivinicola. Le colline, i terreni argillosi e calcarei e le variazioni climatiche favoriscono la coltivazione di numerosi vitigni, dando origine a vini rossi, bianchi, aromatici e spumanti apprezzati in Italia e all’estero.

I principali vini del Monferrato

Barbera d’Asti DOCG

E’ un vino di corpo e colore, fragrante e robusto, adatto a lunga vita, infatti mantiene per anni il carattere fruttato proveniente dalle terre di origine. Ha colore rosso rubino intenso da giovane, tendete al rosso granato dopo l’invecchiamento, sapore asciutto o anche leggermente amabile; ha grado alcoolico minimo di 12°. Si addice con molte minestre al sugo e pietanze anche robuste, con arrosti, selvaggina, formaggi piccanti e qualsiasi piatto forte, come il bollito.

Barbera del Monferrato DOC

E’ vino robusto, da giovane vivo, fragrante, di intenso colore, con gli anni di corpo pieno, caldo, avvincente. Deriva da uva Barbera con aggiunte fino ad un massimo del 15% di uve Freisa, Grignolino, Dolcetto, solo o congiunte. Ha colore rosso vivo più o meno intenso, odore vinoso, accompagnato da sapore asciutto a volte leggermente abboccato, talvolta frizzante, e grado alcoolico minimo di 12°. Si addice con molte minestre, antipasti, salumi, bolliti misti, bistecche, bagna caoda, carni bianche e formaggi stagionati.

Freisa d’Asti DOC

E’ un apprezzato vino rosso granato o cerasuolo piuttosto chiaro, con tendenza a leggero arancione se invecchiato, dal caratteristico profumo di lampone o di rosa, di sapore amabile, fresco, gradevole, e, nel tipo secco, con breve invecchiamento, delicatamente morbido. Il grado alcoolico minimo è di 11°.

In genere la Freisa veniva vinificata soprattutto in versione spumante o “mossa“. Se ne ottiene così un vino di facile accesso, beverino e poco impegnativo, abbastanza vicina come tipologia ai lambruschi mantovani e reggiani o alla bonarda dell’oltre Po. Questa scelta deriva anche dal fatto che la Freisa, benché sia genealogicamente una parente stretta del ben più famoso Nebbiolo, ha con una componente tannica sensibilmente più marcata di questo. Da alcuni decenni è però prodotta in versione “ferma”. Vino da tutto pasto, di buon corpo, è secco e asciutto.

Grignolino d’Asti DOC

Le uve di questo tipico vitigno si vinificano talvolta in presenza del Freisa, però in quantità non superiore al 5%, ottenendo l’eccellente Grignolino. Presenta un coloro rosso rubino, più o meno intenso, con tendenza da una tonalità arancione se invecchiato. Ha profumo caratteristico se e delicato, accompagnato da sapore asciutto, leggermente tannico, gradevolmente amarognolo, con persistente retrogusto, e 11° alcoolici minimi.

Il Grignolino può vantare una schiera di amatori, alcuni dei quali famosi, basti ricordare Re Umberto I che lo preferì più di ogni altro alla sua mensa e Giovanni Lanza, presidente del consiglio dal 1869 al 1873, produttore egli stesso di questo raffinato vino. L’avvocato Gianni Agnelli come aperitivo non si faceva mai mancare lo champagne e del grignolino fresco. Infine un amante del Grignolino è anche papa Francesco.

Grignolino del Monferrato Casalese DOC

Questo pregiato vino è prodotto dalle uve del vitigno Grignolino alle quali si associano talvolta modesti quantitativi di uve Freisa non superiore al 10%. Presenta colore rosso rubino chiaro, con tendenza all’arancione con l’invecchiamento; manifesta profumo caratteristico e delicato, accompagnato da sapore asciutto, gradevolmente amarognolo, con caratteristico retrogusto; la gradazione alcoolica minima è di 11°.

Il grignolino era noto già nel Medioevo con il nome di Barbesino, ma il suo nome potrebbe invece derivare da gragnola, espressione dialettale astigiana per indicarne i semi, che si trovano in quantità molto numerosa in questa uva. Ogni anno la condotta Slow Food del Monferrato Casalese organizza un tour eno-gastronomico denominato “di Grignolino..in Grignolino” con partenza da Casale Monferrato. I partecipanti dopo prenotazione possono in libertà visitare più di venti cantine che offrono oltre al loro Grignolino i vini monferrini per accompagnare prodotti tipici e piatti locali come agnolotti, risotti e tagliolini. La manifestazione è sostenuta da regione Piemonte, assessorato all’agricoltura della provincia di Alessandria e il comune di Casale Monferrato.

Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG

Il Ruché di Castagnole Monferrato è un vino DOCG rosso, prodotto da unvitigno autoctono omonimo, presso una piccola zona nord-orientale della città di Asti. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ne ha delimitato la DOCG in soli sette comuni astigiani: oltre Castagnole Monferrato, anche i vicini paesi di Montemagno, Grana, Portacomaro, Refrancore, Scurzolengo e Viarigi.

Le caratteristiche del Ruché sono il suo colore rosso rubino non troppo carico, con leggeri riflessi violacei che poi divengono tendenti all’aranciato con l’invecchiamento. Presenta un odore intenso persistente leggermente aromatico, fruttato. Il sapore è secco o amabile, armonico leggermente tannico di medio corpo, leggera componente aromatica.

Altri vini e vitigni del Monferrato

Monferace

Il Monferace è un vino rosso nato da un progetto di alcuni produttori del Monferrato con l’obiettivo di valorizzare il Grignolino e dimostrarne la capacità di evolvere nel tempo. Non è quindi un vitigno, ma una particolare interpretazione del Grignolino, uno dei vini più rappresentativi di questo territorio.

Il Monferace viene prodotto esclusivamente con uve Grignolino al 100%, provenienti da vigneti collinari e selezionate soltanto nelle annate migliori. Secondo il disciplinare dell’Associazione Monferace, prima della commercializzazione deve affinare per almeno 40 mesi, calcolati dal 1° novembre dell’anno della vendemmia, dei quali almeno 24 in botti di legno.

Il lungo affinamento attenua la naturale tannicità del Grignolino e dona al vino maggiore struttura, complessità e capacità di invecchiamento. Il risultato è un rosso elegante e speziato, con profumi di piccoli frutti, fiori e spezie e un gusto asciutto, fresco e persistente.

Il Monferace rappresenta una produzione limitata e originale, profondamente legata alle colline del Monferrato e alla volontà dei produttori locali di riscoprire le potenzialità di uno storico vitigno piemontese.

Albarossa

L’Albarossa è un vitigno piemontese creato nel 1938 dall’agronomo Giovanni Dalmasso attraverso l’incrocio tra Barbera e Chatus. Quest’ultimo era allora conosciuto come “Nebbiolo di Dronero” e per lungo tempo fu erroneamente considerato una varietà di Nebbiolo.

Dalle uve Albarossa si ottengono vini dal colore rosso rubino intenso, spesso accompagnato da riflessi violacei. Il profilo aromatico presenta note di frutti rossi e scuri maturi, fiori e spezie, che possono arricchirsi con sfumature più complesse durante l’affinamento.

Al palato l’Albarossa unisce una buona freschezza a una struttura decisa e a tannini ben presenti. Queste caratteristiche consentono di produrre sia vini piacevoli in gioventù sia versioni più complesse, adatte all’invecchiamento.

Questo vino si sposa perfettamente con la Cucina Piemontese tradizionale, come il brasato, l’agnolotti al tartufo o il formaggio Castelmagno. Tuttavia, la sua versatilità lo rende adatto anche per abbinamenti culinari più creativi.

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