Trisobbio, il borgo medievale nel Monferrato

Scopriamo il borgo medievale di Trisobbio. Consigli per un fine settimana nel Monferrato. Cosa vedere nel centro storico del comune di Trisobbio. Visita al castello di Trisobbio. Cosa fare e cosa mangiare. Ristoranti e piatti tipici del territorio. Foliage d’autunno e Fiera del Tartufo. Vini DOC e DOCG. Idee per un weekend enogastronomico in Piemonte.

Trisobbio, centro agricolo turistico dell’Alto Monferrato è un comune italiano della provincia di Alessandria, in Piemonte. Il borgo medievale di Trisobbio sorge tra la Valle d’Orba e la Valle Bormida ad una altitudine di 341 m s.l.m. Conta su circa 650 abitanti 675 (2018) chiamati trisobbiesi. In passato è stato il capoluogo dell’ex unione dei Castelli tra l’Orba e la Bormida. Nel 2021 è stato inserito tra le Bandiere Arancio del Touring Club Italiano. La Fiera del Tartufo e del Dolcetto d’Ovada che si tiene dal 2003 a Trisobbio, ha conseguito nel 2017 il riconoscimento di Fiera Nazionale del Tartufo.

Trisobbio dove si trova

Il Comune di Trisobbio si trova in Provincia di Alessandria, nel territorio compreso tra Ovada ed Acqui Terme, a poca distanza dai centri delle due città. Non lontano da Trisobbio troviamo Novi Ligure e il capoluogo di provincia Alessandria. Il territorio che ospita Trisobbio è di bellezza straordinaria, il panorama che si può godere dalla torre del castello spazia dalle Alpi agli Appennini.

I colori della natura cambiano a seconda delle stagioni. Ma è in autunno che il paesaggio da il suo meglio, quando le strade statali che portano a Trisobbio sono dipinte dai colori sgargianti delle vigne. Negli ultimi anni il fenomeno naturale del foliage è sempre più meta di turisti. Il fogliame autunnale vede le normali foglie verdi di molti alberi e arbusti, assumere durante alcune settimane nella stagione autunnale, varie tonalità di giallo, arancione, rosso, viola e marrone. Il fenomeno dà origine ai noti colori autunnali.

Trisobbio è comunque facilmente raggiungibile da Genova, Milano e Torino con la rete autostradale. Dal punto di vista storico-architettonico l’insediamento di Trisobbio è inserito all’interno dell’antico marchesato del Monferrato.

Trisobbio cosa vedere

Il centro storico di Trisobbio è molto ben conservato e presenta una caratteristica struttura a tre cerchi concentrici. Il borgo di Trisobbio è uno dei pochi esempi in Piemonte che si è preservato intatto, con il suo fascino medievale, con stradine, viuzze e antichi palazzi ben conservati e restaurati. L’anello superiore, al vertice della collina, è occupato dal castello, da cui si snoda, in cerchi concentrici, l’abitato disposto in modo compatto e quasi ordinato.

Il castello di Trisobbio è un esempio di fruibilità delle notevoli possibilità di sviluppo nell’ambito del turismo sostenibile. I vigneti, i castelli, la salubrità dell’aria nella loro semplicità rappresentano una ricca risorsa, che l’ospitalità degli abitanti rende ancora più appetibili. Fa parte del circuito dei “Castelli Aperti” del Basso Piemonte.

Nel centro si può anche visitare la chiesa Parrocchiale, in stile barocco, che conserva opere di artisti locali. C’è inoltre il Palazzo De Rossi-Dogliotti, sede municipale, settecentesco e su tre piani, con particolari e pregiati pavimenti in legno intarsiato.

Suggestive sono le cantine del Palazzo, oggi sede di un ristorante, dove sono ancora presenti e visibili un antico torchio del 1840, un antico pozzo, una ghiacciaia ed un infernot. Ci troviamo nel cuore del paese, all’interno del palazzo che ospita il Comune di Trisobbio, ed è qui che risiede l’enoteca Antico Torchio. I locali, incorniciati da possenti muri in pietra e scenografiche volte a botte, accolgono gli ospiti in un ambiente suggestivo e confortevole.

Un luogo adatto per assaggiare i sapori tradizionali del Monferrato come i ravioli al vino e la battuta o tagliata di Fassona piemontese. Antico Torchio offre inoltre ai suoi ospiti una selezione dei migliori vini locali, provenienti dalle cantine del territorio.

Sport e passeggiate

Lo sferisterio, realizzato sul terzo e più ampio cerchio dell’abitato, è il luogo dove nel periodo estivo si svolgono e si sono svolte manifestazioni importanti e le feste del paese. Dapprima venne utilizzato per il gioco del pallone con il bracciale, successivamente per la pallapugno. In ultimo per il tamburello, gioco tradizionale ancora oggi praticato e dalle origini locali ben radicate nel territorio.

Tra i molti sentieri tracciati che attraversano Trisobbio, il percorso che si sviluppa lungo l’incontaminato fondovalle del rio Stanavasso, è dotato di attrezzi per l’esercizio fisico. Esiste inoltre un ampia zona di sosta, ove sono liberamente fruibili tavoli e barbecue per il ristoro. Il percorso presenta inoltre un importante pregio naturalistico poiché si snoda all’interno della tartufaia di Trisobbio, sapientemente condotta dai “trifolao” del paese per preservare l’ambiente incontaminato in cui nasce il tartufo bianco.

Poco distante dal concentrico del borgo si trova la chiesa di S. Rocco, da cui si gode un bellissimo panorama, che nelle giornate limpide, si estende fino alle Alpi. La chiesetta è una delle circa 3000 dedicate in Italia al santo ausiliatore nelle malattie e nella peste. Spesso gli edifici religiosi sorgevano  al di fuori delle città, per voto al termine di una epidemia o per essere stati salvaguardati dalla medesima. I Trisobbiesi non mancano di festeggiare in questa chiesetta il santo patrono il 16 agosto.

Storia di Trisobbio

La leggenda vuole che il paese sia stato fondato da tre famiglie di uomini sobri, fratelli di sette uomini ebbri, fondatori di Strevi, e da qui Tres Sobri. I documenti, invece, attestano il nome a partire dal 1040 con il termine Trexoblo. In epoca medievale Trisobbio fu feudo dei Marchesi del Bosco. Dal 1240 passò ai Malaspina e, successivamente, alla famiglia Boccaccio. Nel 1536 entrò a far parte dei possedimenti dei Gonzaga e dopo degli Spinola. Occupato dalle truppe francesi, seguì, infine, la sorte del Regno di Sardegna, fino all’Unità d’Italia del 1861.

Monumenti e luoghi d’interesse

Il castello di Trisobbio

Dai documenti storici risulta che il castello di Trisobbio esisteva già all’inizio del XIII secolo. In origine la sua forma doveva essere, almeno nell’impianto, quella che di vede oggi. Alla fine del XV secolo, in concomitanza con l’arrivo dei Malaspina, vennero effettuati lavori per il rafforzamento e l’ampliamento della struttura. Nonostante questo, alla fine dell’Ottocento, il castello era in stato di degrado e di rovina. Nel 1913 grazie al marchese Carpaneto Spinola, padrone del castello, iniziarono i lavori di restauro. La ristrutturazione portarono il Castello ad avere all’esterno l’aspetto attuale con la torre, realizzata durante questi lavori.

Successivamente nel 1989, il castello e il parco annesso, sono diventati proprietà del comune. Grazie ad una Amministrazione Comunale, attenta alla salvaguardia del patrimonio artistico del borgo di Trisobbio, sono state eseguite opere di ristrutturazione interna. Oggi il Castello è sede di un suggestivo ristorante, e di un piccolo hotel di charme con 5 camere da letto, ed di un parco aperto al pubblico. Nel luglio del 2002 la Soprintendenza Regionale per i Beni e le Attività Culturali per la Regione Piemonte ha inserito il castello Carpaneto di Trisobbio nell’elenco dei Beni di interesse storico-artistico.

Parrocchia Nostra Signora Assunta

La chiesa parrocchiale di Trisobbio è dedicata a Nostra Signora Assunta. Le sue origini non sono certe ma risulta già essere in fase di ricostruzione nel 1398. Gli affreschi presenti al suo interno sono stati eseguiti da Pietro Ivaldi (detto Il Muto), aiutato dal fratello Tommaso e, per l’ornato, da decoratori comaschi, guidati da Giuseppe Ferraris.

Nella parrocchiale sono conservate anche due tele di Michele Beccaria, nato a Trisobbio nel 1568, parroco di Montaldo e rinomato pittore. L’edificio nel corso degli anni subì varie trasformazioni e oggi si presenta in stile barocco.

Trisobbio Enogastronomia

Trisobbio è una terra ricca di storia, cultura e tradizioni. La sua identità è stata sapientemente plasmata dall’opera della natura in collaborazione con la mano dell’uomo. Il mondo rurale e l’agricoltura per Trisobbio costituiscono una parte importante della sua cultura e tradizioni, quella che meglio rappresenta il carattere autentico del paese. Le colline, sia per la composizione dei terreni che per la situazione climatica e ambientale in cui sono collocate, sono straordinariamente adatte per la coltivazione della vite e considerate rinomate terre da vino. Tutto questo fa di Trisobbio una meta ideale per il Turismo Enogastromico.

Numerosi sono i vitigni che danno origine a vini DOC e DOCG del territorio. Tra i più importanti ci sono il Dolcetto di Ovada DOC, il Barbera del Monferrato DOC e Barbera del Monferrato Superiore DOCG, il Cortese Alto Monferrato DOC, e infine Ovada Superiore DOCG . Vini tipici che ben si integrano con i piatti della cucina locale. Adatti ad accompagnare  la gastronomia trisobbiese e i piatti tipici come i tajarin, gli arrosti di pollo, coniglio e di maiale.

Oltre alla viticoltura, Trisobbio è tra i paesi dell’ovadese famosi per la produzione di carne bovina. Qui si alleva una delle migliori razze, quella Piemontese, contraddistinta dal marchio di garanzia Coalvi, Consorzio di Tutela della Razza Piemontese. Nel paese si di producono inoltre i tipici grissini piemontesi e si coltiva le nocciola tonda gentile IGP. Altro tesoro offerto dalle colline di Trisobbio è il prezioso tartufo bianco che cresce da ottobre a febbraio.

Fiera del Tartufo di Trisobbio

Il massimo evento è rappresentato dalla Fiera Nazionale del Tartufo Bianco che si tiene, ogni anno, per le vie del centro di Trisobbio la quarta domenica di ottobre. La tradizionale manifestazione, che elegge il piccolo ed accattivante borgo medioevale dell’ovadese a ritrovo degli appassionati del tartufo, trasforma il paese in un contenitore di prelibatezze, prodotti tipici ed artigianali.

Protagonisti principali della fiera sono gli stand dei cercatori locali “trifolao“, che garantiscono agli acquirenti la migliore qualità del prodotto e certezza della sua provenienza. I più esperti sapranno distinguere quelli molto chiari dentro e fuori che nascono sotto il pioppo; da quelli con polpa rosata sotto il tiglio; e da quelli più scuri che nascono sotto le querce; vegetazione di cui il territorio trisobbiese è ricco. In mattinata, durante la fiera, un’apposita Commissione valuta la qualità dei tartufi esposti per poi premiare l’esemplare più bello e pregiato.

Negli stand gastronomici sparsi per le vie del paese è possibile gustare molte prelibatezze locali. Tra queste troviamo piatti a base di tartufo con risotto, uova e carne cruda battuta al coltello, polenta al sugo di funghi ed al gorgonzola, cotiche con fagioli, trippa, zuppa di ceci, uova e piadine al tartufo, farinata, focaccia e caldarroste. Piatti del territorio da abbinare alla degustazione del tipico Dolcetto di Ovada, ai vini del Monferrato o di altre zone del Piemonte.

Lo spazio dedicato al tartufo non si esaurisce, però con l’esposizione e la vendita del prodotto. Sono infatti installati per le vie del borgo dei pannelli didattico-descrittivi a cura dell’Associazione Tartufai Trisobbiesi. La giornata viene anche animata da numerose attività tra cui l’esibizione dei fabbri ferrai e dei mastri falegnami. Infine sono previsti spettacoli in costume medievale, laboratori didattici per i bambini e visite guidate al Castello ed al Borgo Medievale.

Trisobbio Bandiera Arancione TCI

Il Comune di Trisobbio nel 2021 ha ottenuto la bandiera arancione, ambito riconoscimento di qualità turistico-ambientale conferito dal Touring Club Italiano (TCI). Un premio che viene assegnato ai piccoli comuni dell’entroterra italiano che si distinguono per un’offerta di eccellenza e un’accoglienza di qualità. Piccoli borghi che godono inoltre di un patrimonio storico, culturale e ambientale di pregio. La Bandiera arancione, strumento di valorizzazione del territorio, è pensata dal punto di vista del viaggiatore e della sua esperienza di visita.

Come Arrivare a Trisobbio (AL)

Il modo più veloce per raggiungere il comune di Trisobbio con l’auto è l’autostrada A26 Voltri – Gravellona Toce, con uscita al casello di Ovada. Trisobbio è raggiungibile anche tramite le strade statali da Alessandria, Asti, Torino, Milano e Savona, consigliate per ammirare il paesaggio collinare.

Principali distanze: Torino – Trisobbio 123 km. Milano – Trisobbio 124 km. Asti – Trisobbio 70 km. Alba – Trisobbio 75 km. Alessandria – Trisobbio 25 km. Genova – Trisobbio 60 km. Savona – Trisobbio 75 km.

 

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