Garessio cosa vedere in uno dei Borghi più belli d’Italia

Cosa vedere a Garessio. Informazioni turistiche per visitare il comune di Garessio, uno dei Borghi più belli d’Italia. Cosa fare a Garessio, passeggiate, escursioni e itinerari in bicicletta. Piatti tipici Garessio e cosa mangiare nel territorio del Monregalese o territorio del GAL Mongioie. Il comune di Garessio, situato nella Alta Valle Tanaro, è uno dei principali centri della provincia di Cuneo. Luogo di villeggiatura estivo e invernale, grazie al suo clima fresco e ventilato durante l’estate, meravigliosi passi e vette da scalare in autunno, infine dotato di un impianto sciistico per l’inverno.

Garessio dove si trova

Garessio si trova nella provincia di Cuneo in Piemonte. Gli abitanti del comune di Garessio sono circa 31.000 e il suo centro è attraversato dal fiume Tanaro. Il borgo di Garessio si trova nel sud del Piemonte immerso nella natura delle Alpi Marittime al confine con la Liguria. Nel 2008 Garessio è stato inserito tra i Borghi più Belli d’Italia per il fascino del suo medievale Borgo Maggiore. Sorge ad una altitudine di 621 m s.l.m. ed è un paese tipicamente di montagna seppure si trovi a soli 38 km da Albenga e circa una ora di auto dal mare ligure.

Garessio ha dato i natali a personaggi di fama internazionale, come Giorgetto Giugiaro e l’artista Giuseppe Penone.

Una valle verde smeraldo che ti conquista con le sue acque e la sua riservatezza. E’ per pochi intenditori, che amano le cose semplici, dalla cucina ai sentimenti, alle cime da dove puoi vedere il mare anche quando vai a sciare. Giorgetto Giugiaro

Viene chiamato Garess in lingua piemontese, Garesce in lingua ligure. Due le ipotesi per il toponimo Garessio: dal provenzale ilex, “quercia”, da cui garriguo, “campo coperto di querce”; o da garricus, “terreno incolto”, con la presenza di un suffisso che indicherebbe “luogo di passaggio”. Dagli Statuti Medievali risulta che la piana di Garessio e la collina di San Costanzo erano ricche di querce.

Garessio cosa vedere

Nel centro della città di Garessio si compone da tre borgate Poggiolo, Maggiore e Ponte, mentre una quarta borgata è Valsorda, sede di un santuario mariano. Nelle sue borgate il paese conserva ancora splendide testimonianze architettoniche del valore dei secoli passati.

Il complesso medievale del Borgo Maggiore, con i resti del castello e delle mura, la confraternita ed il battistero di San Giovanni; le decorazioni ed i portali delle case del Poggiolo; le chiese e il santuario di Valsorda dotato di una imponente cupola, tra le più grandi d’Italia; e infine i caratteristici edifici ed il Ponte che da il nome alla borgata più viva, cuore economico e commerciale a cavallo del Tanaro.

Borgo Maggiore

La parte medievale di Garessio si identifica con Borgo Maggiore che si trova ai piedi della collina detta Cornarea su cui svettava l’antico castello distrutto poi nel 1600 dai Savoia e di cui oggi non resta che un rudere. Edificato intorno al 1100, aveva inizialmente funzione di ricetto, una struttura utilizzata per proteggere la popolazione e i propri averi. Del borgo fortificato restano tre delle quattro porte (Porta Rose, Porta Jhape e Porta Liazoliorum) ed alcune parti del muro di cinta.

Dopo essere passati per Porta Rose (l’antica principale via di accesso) si arriva al Palazzo Comunale, che ospita il Museo Geospeleologico e l’Archivio storico. Proseguendo sulla destra si giunge nella caratteristica Piazzetta San Giovanni Battista, con una bella decorazione in ciottoli bianchi e neri. Al termine di una scalinata, sorge la Chiesa di San Giovanni Battista con alle spalle un affascinante battistero a pianta ottagonale che faceva parte di un’antica cappella.

Superata Porta Jhape e attraversato il ponte in pietra sul rio S. Mauro, ci si trova al cospetto della più antica chiesa di Garessio medievale: S. Maria Extra Moenia, già sede della Comunità e del Parlamento Cittadino. Si presenta come un basso edificio dotato di un elegante campanile in pietra locale di stile romano-gotico risalente al 1448. La sua prima costruzione risale all’incirca all’anno 1000. Della chiesa a tre navate, che fu il centro della vita religiosa e civica dell’antica Garexium, restano il bel portale gotico con eleganti e lineari strombature, alcune colonne delle navate interne e poche tracce di pittura medievale.

Voltate le spalle all’antica chiesa di S. Maria Extra Moenia, sulla sinistra, oltre il rio S. Mauro appaiono alcuni tratti delle mura del ricetto del Borgo, mentre a destra si innalza la grandiosa mole dell’attuale chiesa parrocchiale del Borgo Maggiore dedicata a Maria Vergine Assunta. Il suo edificio originario del 1400 subì varie modifiche ed ampliamenti fino a che i frati Domenicani nel 1698 diedero il mandato all’architetto monregalese Francesco Gallo di costruirne una di più grande.

La nuova costruzione in cotto venne consacrata nel 1728, ma restò integra solo fino al 1802 quando venne distrutta dal passaggio delle truppe napoleoniche francesi. Restò indenne solo la facciata, ma nonostante questo nel 1862 fu iniziata la ricostruzione della chiesa, riprendendo integralmente il progetto del Gallo. Poi successivamente consacrata nel 1878 col titolo di “Assumptionis Beatae Mariae” che passa da S. Maria Extra Moenia alla nuova parrocchiale.

Musei

Il Museo Civico di Garessio ha sede nel Palazzo Municipale, in Piazza Carrara. E’ un museo di tipo geospeleologico, dove si trovano conservati un bel campionario di rocce e minerali, una serie di manufatti litici, frammenti provenienti dalla grotta del Gray, stalattiti e stalagmiti di grande suggestione. Suggestivo è lo scheletro dell’orso delle caverne e alcune ceramiche di civiltà etrusca, latina e mesopotamica. Sono inoltre ospitate dal museo una sezione dedicata alla geologia di Garessio, una ai minerali del mondo e una ai microfossili della Val Tanaro.

Le Pinacoteca Civica è situata al primo piano del Palazzo Comunale di Garessio. La Pinacoteca è a ingresso libero ed offre al visitatore circa 150 quadri di pittori italiani e stranieri. Tra gli artisti troviamo il famoso vignettista Golia (Eugenio Colmo) e il fratello Giovanni Colmo. Ci sono poi opere di Paulucci, Lattes, Cappellin, Mario Giugiaro, Morscio, Zumino, Decalage, West e altri ancora.

Eventi a Garessio

Nel mese di ottobre si celebra la Castagna Garessina, con un evento che è diventato una delle manifestazioni più importanti tra le tante che ogni anno vengono organizzate dalla locale Pro Loco. Un appuntamento fisso autunnale per apprezzare la castagna Garessio De. Co. che serve anche a richiamare visitatori anche fuori stagione. Piccola, gustosa, di “polpa fina” è rimasta nel tempo una “reginetta autunnale” sempre conosciuta ed apprezzata.

Il mese di ottobre è anche il mese in cui i pastori scendono dagli alpeggi con le loro greggi per tornare nella loro dimora invernale. Capita così di vedere le strade, i piccoli borghi e i sentieri di montagna attraversati a piedi da mucche, dove vengono accolti con gioia. È l’antico rito della Transumanza, che a Garessio viene festeggiato l’ultimo fine settimana di ottobre, insieme alla tradizionale castagnata.

Dintorni di Garessio

Garessio è ricca di antiche e monumentali chiese e sono visibili anche delle costruzioni medioevali. In frazione Barchi di Ormea, situata su uno sperone roccioso si trova la cosiddetta Torre dei Saraceni, di probabile origine tardo romana o bizantina. Sorge a quota 893 metri e ha un diametro interno di 3 metri; misura 9 metri di altezza anche se alla sua origine doveva certamente essere più alta. Attualmente si presenta costruita in pietra legata con calce viva e priva di copertura. La Torre è stata recentemente restaurata e di notte è illuminata; costituisce una bella e panoramica meta per una facile escursione.

Famose sono le Terme del Parco delle Fonti San Bernardo.

L’uso a scopi terapeutici dell’acqua della sorgente Rocciaviva di Garessio è praticata sin dagli anni ’20, quando Garessio era una rinomata meta di turismo di villeggiatura. Anche se alle origini si rivolgeva per lo più al turismo d’elite che veniva ospitato nel sontuoso Grand Hotel Miramonti, all’epoca uno dei più eleganti d’Italia, oggi in completo stato di abbandono.

Questo imponente albergo di 5 piani più il seminterrato con le cucine, ha una storia curiosa. Le pubblicità dell’epoca lo descrivevano dotato di 160 letti, 40 bagni privati, acqua corrente calda e fredda in tutte le stanze, vasto giardino, tennis e garage; oltre che l’ascensore in noce, riscaldamento centralizzato, pavimenti in legno, biliardo, sala lettura, salotto per il bridge e grande salone da ballo. La struttura è stata realizzata sul colle dove nel XV secolo, sorgeva un convento di frati Cappuccini. Negli anni 20 dopo essere stato anche utilizzato come caserma alpina, venne acquistato da una società genovese che costruì l’albergo, completandolo nel 1928.

L’immenso hotel rimase in attività circa quindici anni, poi durante la seconda guerra mondiale divenne il quartier generale dei soldati tedeschi. Nel dopoguerra venne acquistato dalle Fonti San Bernardo che negli anni ‘60 lo cedettero ad un’altra società genovese. Purtroppo però il sogno di riportarlo agli antichi splendori si dissolse del tutto quanto l’incendio divampato nella notte del 16 agosto 1986 lo distrusse completamente lasciando intatto solo lo scheletro.

Castello di Casotto

Troviamo poi, al di là del Colle di Casotto, un castello di villeggiatura e di caccia dei Savoia. Chiamato anche Castello di Casotto o di Valcasotto, si tratta di una struttura sviluppata su una precedente certosa del XII secolo fondata da San Brunone.

Nel corso dei secoli subì diversi saccheggi ed incendi che ne modificarono la struttura. L’impianto attuale fu realizzato fra XVI e XVII secolo. La facciata in pietra grigia fu realizzata a metà del XVIII secolo, su progetto dell’architetto Bernardo Antonio Vittone. La trasformazione definitiva in castello avvenne con i re Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II, che ne fecero la loro residenza di caccia. Nel castello ora visitabile dopo il restauro dalla Regione Piemonte, si trovano gli arredi delle stanze, tra cui il salotto verde e l’ampia camera della musica.

Garessio passeggiate ed itinerari

Garessio è circondata da una corona di monti varia e spettacolare. Trekking, arrampicate, escursionismo, e-bike e mountain-bike, rendono i sentieri del territorio molto frequentati in primavera e in estate. In inverno la neve porta un gran numero di appassionati sulle piste da sci della Colla di Casotto.

Il Borgo di Garessio può essere utilizzato come punto di partenza per decine di sentieri che solcano le Alpi Marittime e portano alle sue vette. Attorno alla città di Garessio troviamo infatti il Monte Galero (1.708 metri), il Monte Antoroto (2.144 metri) col suo Rifugio Savona, il Monte Berlino (1.789 metri), il Bric Mindino (1.879 metri). Su quest’ultimo troviamo una croce alta 25 metri in memoria dei caduti di tutte le guerre. Dalla sua cima si può ammirare un superbo panorama.

Il tratto Colla di Casotto – Bric Mindino è un’altra piacevole passeggiata che porta ad uno dei punti panoramici più caratteristici. Adatta in tutte le stagioni, come camminata, in mountain bike, con ciaspole o sci d’alpinismo in inverno. Sulla sommità del Bric Mindino (m 1879) svetta la monumentale croce di ferro inaugurata nel 1969, restaurata ed illuminata dal Gruppo ANA Garessio nel 2001. Il panorama è a giro d’orizzonte: verso sud-est si scorgono il Mar Ligure, l’Isola Gallinara e la Corsica; a nord-ovest le Alpi Liguri, Marittime con tutto l’arco alpino sullo sfondo del cielo.

Una piacevole escursione da fare a Garessio è la ”Via del Sale”, una passeggiata lungo il sentiero che anticamente metteva in comunicazione il territorio contadino di Cuneo con Albenga e il mare della Liguria. Una via di notevole importanza che era utilizzata per gli scambi commerciali e il trasporto del sale. Quest’ultimo considerato elemento indispensabile per la conservazione dei prodotti della campagna piemontese. Tra le Alpi Marittime e le Langhe, nel territorio delle valli monregalesi a sud di Mondovì, il tracciato principale della Roa Marenca va da Mondovì a Ormea, una sessantina di chilometri che attraversano piccole città e borgate da scoprire.

Stazione sciistica Garessio 2000

La stazione sciistica di Garessio 2000, dista 12 Km dal centro della città di Garessio e sorge ad una altitudine di 1.370 metri s.l.m. E’ situata sul Colle di Casotto, montagna che funge da spartiacque naturale tra la Valle Tanaro e la Valle di Casotto. La posizione di Garessio 2000 ne fa il primo comprensorio sciistico delle alpi occidentali a ridosso del mare. Nelle giornate limpide, dalla sommità delle sue piste si può godere di una vista sull’intero golfo ligure fino alla Corsica. L’anfiteatro naturale che racchiude i tre quarti delle piste, dispone di un’ottima esposizione a nord e ciò si presta perfettamente ad uso degli appassionati di sci e sport invernali.

Cosa mangiare a Garessio

Uno dei piatti tipici di Garessio e dell’Alta Val Tanaro è la polenta saracena, condita con un particolare sugo a base di porri. È preparata nel modo tradizionale con prodotti locali quali patate e farina di grano saraceno, e servita con sugo di panna, funghi e porri. Dall’inizio dell’autunno fino all’arrivo della primavera la polenta saracena costituiva il piatto unico quotidiano per le famiglie locali. Oggi viene proposta nella ricetta tradizionale talvolta con alcune piccole varianti, in sagre e feste e da alcune trattorie locali come piatto tipico della tradizione culinaria dell’Alta Val Tanaro.

Ricetta polenta saracena

Ingredienti:
– 1 kg di patate
– 100 g di farina di grano saraceno
– 200 g di farina di frumento
– latte con panna
– porri
– funghi porcini secchi

Preparazione

Si fanno bollire le patate, appena coperte dall’acqua salata e dalle farine di frumento e di grano saraceno, per circa un’ora e poi si pestano insieme fino ad ottenere la giusta consistenza. A parte si prepara il sugo facendo rosolare con un po’ di burro i porri e poi i funghi secchi ammorbiditi e tagliuzzati in piccoli pezzi, infine si aggiunge il latte con la panna e si fa cuocere a lungo a fuoco lento.

Piatti tipici di Garessio

Tra le Specialità gastronomiche e i prodotti tipici del territorio di Garessio troviamo la famosa castagna garessina, chiamata anche la castagna “gabbiana”. Ci sono poi i funghi porcini, le patate di montagna e i porri. Inoltre Garessio porta sulle tavole italiane e di tutto il mondo l’acqua oligominerale San Bernardo che sgorga a 1300 m di altezza dalla sorgente Rocciaviva. Nella tradizione culinaria di Garessio sono da ricordare anche i piatti a base di castagne, i friscioi (frittelle di mele) e la panissa (polenta di ceci). Famosi sono inoltre i garessini, dei dolcetti morbidi e pastosi a base di cacao e nocciole con forma simile alle meringhe.

Storia

La storia di Garessio inizia già dagli uomini della pietra, che in questa area vivevano nelle numerose grotte, tra le quali le più importanti per i reperti ritrovati sono quelle della grotta del Gray e di Valdinferno. La zona fu poi popolata da Liguri montani e dai Bagienni che diedero filo da torcere ai Romani della tribù Publilia collegata al Municipium di Albenga. Di questa fase romana ci restano molte testimonianze: le lapidi di Trappa, di Mindino, una tomba con vasi fittili, la testata del ponte romano di Piangranone, ecc.

Verso la fine del secolo X viene costituita la Marca Aleramica, secondo la nuova divisione dell’Italia fatta da Berengario II verso il 950. La religione cristiana, già diffusa in Garessio, come testimoniano i resti dell’antichissima Pieve di San Costanzo, edificata su un sacello romano, ebbe una nuova fioritura dopo il Mille grazie alla nascita di chiese e monasteri.

Dopo alterne vicende, Garessio passa sotto il marchesato di Ceva. Garessio dovette subire, nel corso dei secoli, numerose tristi vicende, pestilenze, saccheggi, distruzioni ad opera dei Genovesi, Francesi, Spagnoli sino al passaggio delle truppe napoleoniche verso il 1794, portanti sì la libertà, ma anche morte e rovina.

I Savoia e la Repubblica Italiana

Nel 1814 Garessio ritornò sotto i Savoia e ne divise le sorti, prima con il regno Sardo-Piemontese e poi, attraverso le guerre del Risorgimento, con il Regno Unito d’Italia. Nel 1903 venne istituita la prima linea extraurbana con autobus d’Italia che collegava Garessio a Ventimiglia. Garessio è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia di Bronzo al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Nel novembre 1994 la cittadina ha subito pesanti danni, specie al Borgo Ponte, a causa di una violenta alluvione causata dal fiume Tanaro e da alcuni suoi piccoli affluenti; già nel 1744 un’alluvione altrettanto disastrosa aveva ridotto in cattive condizione la chiesa parrocchiale del Ponte posta nell’attuale Piazza Marconi, la quale fu abbandonata e ricostruita poi sull’altra sponda, più lontano dal fiume. Nell’autunno del 2020 infine dopo l’ennesima alluvione le ruspe hanno demolito il ponte Odasso che con le sue arcate strette e basse in passato ha fatto da tappo alla piena del fiume e favorito l’allagamento delle vie centrali.

Informazioni Turistiche

Regione: Piemonte.
Provincia: Cuneo.
Altitudine: 621 m s.l.m.
Frazioni: Cappello, Cerisola, Deversi, Garessio 2000, Mindino, Mursecco, Pianbernardo, Piangranone, Trappa, Valdinferno.
Comuni confinanti: Bardineto (SV), Calizzano (SV), Castelvecchio di Rocca Barbena (SV), Erli (SV), Nasino (SV), Ormea (CN), Pamparato (CN), Priola (CN), Roburent (CN), Viola (CN).
Nome abitanti: garessini.
Patrono: San Rocco (giorno festivo 16 agosto) e Madonna del Rosario (giorno festivo 7 ottobre).

Garessio come arrivare

Auto: Garessio si può raggiungere comodamente sia dal Piemonte che dalla Liguria, uscendo dall’autostrada A6 Torino-Savona a Ceva e percorrendo alcuni chilometri di statale in direzione Col di Nava.

Treno: In paese è presente anche una stazione ferroviaria, posta sulla linea Ceva-Ormea.

Aereo: L’aeroporto più vicino è invece quello di Cuneo Levaldigi che si trova a circa 70 km di distanza (circa un’ora d’auto). C’è poi l’aeroporto di Cristoforo Colombo di Genova a circa 108 Km e Torino Caselle, che si trova a circa 143 km di distanza.

 

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