Palazzina di Caccia di Stupinigi

La splendida Palazzina di Caccia di Stupinigi fa parte del circuito delle residenze sabaude in Piemonte, proclamato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Fu progettata da Filippo Juvarra nel 1729, su commissione di Vittorio Amedeo II; in quest’opera l'architetto riesce ad esprimere tutta la sua maestria. Alla morte di Juvarra i lavori furono affidati a Benedetto Alfieri, cui si deve l'innalzamento del tetto nel salone e la progettazione delle due nuove ali laterali.
La Palazzina, un’elegante casa signorile venatoria extraurbana, ha come fulcro un salone centrale ellittico, a doppia altezza, illuminato da finestroni posti su tre ordini che si aprono verso i viali. Da questo salone si dipartono quattro bracci diagonali, nei quali sono situati gli appartamenti reali e quelli per gli ospiti.
La Palazzina è abilmente collegata alla città attraverso un viale rettilineo, il quale è costeggiato da cascine e scuderie allineate al viale stesso. La progettazione di questo viale, realizzato nel 1754, è un elemento essenziale, in quanto crea un forte legame tra la città, la Palazzina ed il territorio.
Il complesso è immesso all'interno di un ampio giardino geometrico ricco di aiuole e viali: il parco circostante, circoscritto da un muro di cinta, fu progettato dal giardiniere francese Benard nel 1740. Nel 1992 è stato istituito il Parco naturale di Stupinigi, che si estende per quasi 1.700 ettari ed ha una discreta varietà faunistica.
Oggi la Palazzina è di proprietà dell'Ordine Mauriziano ed è sede del Museo d'Arte e Ammobiliamento che custodisce mobili, dipinti e oggetti di elevata qualità provenienti sia dagli arredi originari della Palazzina, sia da altre Residenze sabaude.


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