Comunicati Stampa Ente del Turismo
FONTE JTB (Jordan Tourism Board) – AMMAN
Comunicato situazione sicurezza in Giordania
13 Marzo 2011
Cari Operatori e Amici,
Gli eventi continuano a protrarsi in Medio Oriente e nel Mediterraneo con agitazioni in Tunisia, Egitto, Libia, Yemen e Bahrain. Attraverso cambiamenti di leadership e ingiustificabili spargimenti di sangue, queste proteste, riportate dai media, fanno il giro del mondo generando timore tra i viaggiatori che hanno deciso di recarsi in queste aree.
Noi, in Giordania, risentiamo della spiacevole tendenza a vedere queste zone attraverso lo stereotipo "Medio Oriente ", una prospettiva che mette tutti i paesi sullo stesso piano senza alcuna distinzione... in particolare paesi come la Tunisia e l'Egitto che sono noti punti di riferimento turistico.
Il timore per quanto riportato dai media sulle turbolenze in Medio Oriente ha condotto numerosi turisti ad evitare un Paese come la Giordania, che da sempre ha una reputazione impeccabile quale destinazione sicura e ospitale. Questa situazione è peggiorata quando sono state equiparate le proteste democratiche in corso in Giordania con quelle in atto in altri paesi arabi che reclamano un cambio di regime. E' per questo motivo che mi rivolgo a voi con il preciso scopo di tenervi aggiornati su quanto avviene in Giordania, anche alla luce del fatto che alcuni media hanno fornito informazioni errate sulla stabilità politica della Giordania e sulla sua sicurezza come destinazione turistica.
Proteste e manifestazioni non sono fenomeni strani o estranei alla Giordania. Fanno parte del nostro sistema politico fin dalla nascita del Regno Hashemita. Come in molti altri paesi del mondo, persone con esigenze diverse vanno in piazza per far sentire la loro voce. Anche se dobbiamo ammettere che di recente la frequenza di tali dimostrazioni è aumentata poiché numerose fasce sociali del nostro paese sono state colpite dalla crisi finanziaria globale.
La Giordania, come la maggior parte dei paesi di tutto il mondo, ha subito gli effetti negativi della crisi economica. Ciò ha comportato un aumento dei prezzi e una crescita economica più lenta e, mentre il Governo ha operato per ridurre al minimo effetti di questa situazione, alcuni partiti politici hanno sfruttato il loro diritto costituzionale e legale per protestare. Alcune manifestazioni hanno avuto come obiettivo la richiesta di un miglioramento salariale, altre l'esigenza di riforme politiche, e c'è stata anche una protesta di giornalisti che reclamavano una maggiore libertà di stampa. Abbiamo avuto proteste per chiedere le dimissioni del governo, mentre altre si sono svolte a sostegno dei popoli egiziani e tunisini.
Un aspetto meno acceso della protesta ha visto come protagonisti gli studenti in una delle scuole pubbliche della Giordania per chiedere la rimozione del preside.
Complessivamente, le dimostrazioni politiche hanno coinvolto un ampio spettro di attivisti, partiti politici e professionisti. Ma devo rilevare che si è trattato di manifestazioni pacifiche che non hanno causato pericoli a nessuno, giordani o stranieri, residenti o turisti.
Infatti, mentre i visitatori continuano a scoprire i tesori della Giordania, 2 turisti, Jon e Daniel hanno deciso di valutare di persona il grado di sicurezza della Giordania viaggiando in autostop per tutto il paese. Lo abbiamo scoperto quando hanno messo sul blog il loro viaggio. Li potete trovare voi stessi al seguenti indirizzo web: http://engagingcultures.wordpress.com/2011/03/07/is-jordan-safe-were-hitchhiking-to-find-out/
Cari Operatori e Amici, come ho già sottolineato: la Giordania è e sarà sempre parte del "Medio Oriente". Tuttavia, la sua storia e la sua credibilità politica ne fanno "un'oasi di stabilità" in una regione turbolenta. Le tensioni regionali ci hanno sempre influenzato in un modo o nell'altro, ma la Giordania ha sempre saputo vincere queste sfide e ha continuato a brillare per la capacità di far vivere esperienze memorabili.
In questi momenti critici, confidiamo nel Vostro sostegno per far sì che la Giordania continui a brillare.
Con i più cordiali saluti,
Nayef H. Al Fayez
Managing Director
FONTE JTB (Jordan Tourism Board) – AMMAN
In nota ufficiale prende le distanze dalle recenti agitazioni in Tunisia ed Egitto
La Giordania resta una destinazione sicura
La Giordania è una destinazione assolutamente sicura. A dichiararlo è un comunicato ufficiale di Visit Jordan, sito ufficiale dell'ente del Turismo Giordano. Nella nota si legge che "Il Ministro del Turismo e delle Antichità di Giordania ha dichiarato che si stanno conducendo i necessari sforzi per chiarire la situazione e dimostrare che il Regno, parte integrante del Medio Oriente, rimane una destinazione molto sicura".
In una dichiarazione ai media locali, il Ministro ha annunciato di cooperare con il Jordan Tourism Board (JTB), la Jordan Hotel Association (JHA) e la Jordan Inbound Tour Operators Association (JITOA) per riparare ad ogni fraintendimento dovuto ad una percezione sbagliata causata dalla sempre più pressante attenzione dei media su i fatti che coinvolgono l'area. Jordan Tourism Board sottolinea ancora che la Giordania gode di una posizione strategica, nel cuore del Medio Oriente, crocevia di numerose civiltà, contesto che, anche se definito secondo alcuni stereotipi come turbolento, con a volte effetti controversi, fa distinguere il Paese per essere meta sicura ed ospitale. Il settore turistico in Giordania negli ultimi anni è in contina crescita. Nel 2010 gli arrivi totali sono aumentati di quasi il 20% rispetto al 2009, portando a 4,6 milioni il numero dei visitatori che hanno pernottato nel Regno (a 8,2 milioni il numero totale se includiamo i visitatori in giornata). Più nello specifico, si è osservata una crescita del 12% tra i visitatori dalle Americhe, del 22,3% tra quelli dall'Europa (gli Italiani sono aumentati addirittura del 35%), del 25,4% dall'area asiatico-pacifica mentre la sola Asia ha totalizzato un aumento nel 2010 del 31,2%.
Fonte : www.visitjordan.com
FONTE FEDERVIAGGIO
Corti: interrotti flussi per la Libia ma era turismo di nicchia. Situazione tranquilla in Oman
Disordini nel mondo arabo, Federviaggio: Siria e Giordania sono sicure
Nel giro di tre-quattro settimane il turismo verso le località turistiche del Mar Rosso tornerà a pieno ritmo. Ne è sicuro il direttore di Federviaggio-Confturismo, Alberto Corti, secondo cui dopo i disordini delle ultime settimane nel Nord Africa e il conseguente warning imposto dalla Farnesina, ora il turismo italiano in Egitto "è in ripresa", malgrado il flusso abbia subito un affievolimento a causa dei fatti della vicina Libia.
Flussi abbastanza regolari, invece, verso le altre mete del mondo arabo, tra cui la Giordania e la Siria, che negli ultimi cinque anni hanno conosciuto un boom di richieste ma dove il flusso è comunque limitato a circa 20-30 mila viaggiatori l'anno. "C'è un po' di confusione - ammette Corti - i nostri centralini sono spesso tempestati di chiamate da parte di persone che vorrebbero mettersi in viaggio. Ma tutto viene risolto dando le corrette informazioni ai turisti".
Anche in Oman, dove negli ultimi giorni si sono verificati disordini nell'area del porto di Sohar, i flussi sono abbastanza regolari. "Abbiamo avuto contatti con i nostri tour operator e con l'ambasciata e l'Unità di crisi della Farnesina - spiega Corti - per ora, tuttavia, non ci sono problemi. L'unica iniziativa che abbiamo preso di comune accordo è stata di inviare gli elenchi nominativi dei viaggiatori e l'itinerario del loro tour".
Quanto alla Libia, naturalmente le partenze si sono interrotte. "Si trattava, tuttavia - ha concluso il direttore di Federviaggio - di un turismo di nicchia, prevalentemente a carattere culturale, con un flusso piuttosto contenuto pari a circa 10 mila viaggiatori all'anno".
pubblicata Martedì 01/03/2011 alle 11.40



