Il Villaggio Leumann

Il complesso, realizzato tra la fine dell'800 e l'inizio del '900 è costituito da due comprensori di casette ai lati dello stabilimento tessile su una superficie di circa 60.000 metri quadrati. Tra i numerosi villaggi operai sorti in Italia, nella seconda metà del secolo scorso, Leumann di Collegno rappresenta uno dei maggiori esempi di questo fenomeno tipicamente Ottocentesco. Sia le casette che l'ingresso dell'opificio, di chiaro stile Liberty, sono facilmente riconoscibili tra il disordine architettonico di una periferia industriale, nata un pò freneticamente negli anni sessanta. L'organizzazione urbanistica, l'architettura degli edifici e sopratutto le istituzioni sociali create da un illuminato imprenditore, Napoleone Leumann, fanno del villaggio un organismo di straordinario interesse storico,culturale ed architettonico; un patrimonio da salvaguardare.

L'industriale, originario della Svizzera, nel 1875 fonda il Cotonificio Leumann che diventa in breve tempo un'azienda di notevoli dimensioni e prestigio: dai duecento operai si passa, in meno di un decennio a ottocento addetti, per arrivare nel 1911 a circa 1500. Il macchinario era costituito da seicento telai meccanici, quattro caldaie a motore e due motori a vapore. Napoleone Leumann non era soltanto un nucleo residenziale per i suoi operai, bensì un'area ben delimitata in cui produzione, abitazione, istituzioni sociali e previdenziali, tempo libero, erano strettamente connessi tra loro e formavano un organismo funzionale e socialmente evoluto. Il villaggio comprende 59 villini e case divisi in 120 alloggi che, originariamente ospitava un migliaio di persone. Attorno alle case vengono costruiti i servizi necessari come la scuola elementare, l'asilo, la chiesa, il teatro e i bagni, un ambulatorio medico, una palestra ed un convitto per le operaie che dava alloggio a circa 250 ragazze tra i 13 e i 20 anni di età.

Nel 1972, in seguito alla crisi che investe il settore tessile, l'attività produttiva del cotonificio viene interrotta e la sorte del villaggio pare seriamente compromessa da tentativi speculativi. Il villaggio torna così all'interesse di tutta la popolazione e si avvia un vivace dibattito sul futuro che si conclude con l'acquisto dell'intera struttura dal Comune di Collegno. Avvalorando principi secondo i quali il patrimonio edilizio esistente è un bene da salvaguardare, si avviava un intervento di recupero, volto a mantenere la permanenza nel villaggio degli abitanti, adeguando le abitazioni ai moderni requisiti igienico funzionali. Il piano prevedeva inoltre la sistemazione delle attività sociali dove erano già ospitate in passato, assegnando loro funzioni in base al nuovo quadro di esigenze sociali, non solo della borgata ma dell'intero territorio comunale.

Attualmente lo stabilimento continua l'attività svolgendo le fasi di tintoria e finissaggio di tessuti di cotone e lino; le lavorazioni vengono svolte nel cuore della vecchia fabbrica. Gli edifici del villaggio sono oggi tutti restaurati ed abitati. I servizi sociali sono stati introdotti, come previsto in fase progettuale , dove erano già ospitati originariamente; sono operanti: la scuola elementare e la scuola materna, l'ufficio postale, un centro sociale per anziani, la Chiesa Santa Elisabetta. Nell'edificio centrale del complesso convittuale, è stata collocata la Biblioteca Comunale. L'ex stazione della linea ferrotramviera Torino-Rivoli, in disuso dal 1956, è stata concessa dal Comune all'Associazione Amici della Scuola Leumann, che si è occupata del suo restauro. La Stazionetta oggi è un Punto di Informazione Turistica.

 

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