Diario di Viaggio Americhe

Una settimana a New York

New York dalle mille luci, New York la città che non dorme mai, New York, dove tutto è possibile: la "Nuova York" dei nostri nonni festeggia nel 2012 un traguardo invidiabile, può fregiarsi cioè del titolo di "città più turistica del mondo" con i suoi 52 milioni di visitatori nel solo anno tutt'altro che horribilis, alla faccia dei Maya. I dati mostrati da un orgoglioso Bloomberg offrono anche le motivazioni dei visitatori: al primo posto la facilità con cui si può raggiungere - sono tante le offerte di voli che raggiungono la Grande Mela in poche ore e a prezzi ormai abbordabili grazie ai cosiddetti “low cost”.

Messo dunque piede in terra d'America, al turista si dispiegano milleuno possibilità di visita che richiederebbero tuttavia ben più che le canoniche una o due settimane che i dichiara aver speso in media in visita a New York.

Cercheremo dunque di offrire un ventaglio di opzioni per ottimizzare al meglio una settimana.

1° giorno : Come non cominciare dal quartiere forse più noto della città, ovvero Manhattan. Il distretto più volte celebrato da uno dei suoi figli più noti, Woody Allen, è la zona del Central Park, della Borsa di Wall Street, del ponte di Brooklyn e di Times Square.

Per la voglia voglia di camminare fra scene viste e riviste in milioni di film che sicuramente – e giustamente – prende il turista a passeggio per la City, non c'è che da avviarsi lungo l'immensa Fifth Avenue, fra luci, angoli e negozi che danno l'idea comune a tutti di “grandezza”. Non c'è dunque che caricare il rullino in macchina – pardon: la memoria in fotocamera – e godersi questa parte di New York. Dirigendosi verso la parte meridionale di Manhattan si trova Soho e quindi la famosissima Little Italy. Questo quartiere, ormai moderno e meglio integrato col resto della città rispetto al passato, deluderà tuttavia chi cercherà scorci e atmosfere che l'hanno resa nota in migliaia di produzioni cinematografiche: oggi è infatti ben lontana dall'essere quel pezzo di “Piccola Italia” che fu oltreoceano. È ciononostante omaggio che s'ha da fare.

2° giorno : Se anche il giorno fosse composto da 36 ore, non ce la fareste a vedere tutta Manhattan: consigliabile dedicare un altro giorno al quartiere. Questa volta ci si dirige verso la parte più settentrionale e si potrebbe partire, arrivati alla stazione di Grand Central Station – la stazione più grande del mondo per numero di banchine, ben 44 che servono 67 binari ! - dal famoso soffitto affrescato. I più cinefili ricinosceranno la scenografia di cento e più film, fra i più noti dei quali “La leggenda del re pescatore”, “Men in black”, “Ipotesi di complotto” e le storiche sequenze di “Carlito's Way”. Non troppo distante – la parola “dstante” bisogna coniugarla nella declinazione di New York – sorge il Chrysler Building, ovvero “il” grattacielo, da lì per Times Square e infine potrete godervi un meritato ristoro da tanto camminare nell'immenso Central Park.

3° giorno : Come rinunciare a Chelsea ? La parte più artistica e creativa di New York è nella parte ovest di Manhattan e qui è possibile incontrare artisti di strada e costruzioni artistiche. L'angolo fra la 17esima e la 25esima è un vero e proprio Tempio dell'Arte nordamericano tutto. Il quartiere tende verso il mare attraverso il Village, caratterizzato da lunghe spiagge alberate dove facilmente si incontrano vip e comuni mortali che fanno jogging. Fra Union Square e Broadway, una foto anche al Flatiron Bulding: con la sua caratteristica forma a ferro da stir, è uno dei primi grattacieli americani mai costruiti e vanta la veneranda età di più di centodieci anni. E cento ancora gliene auguriamo!

4° giorno : gira e rigira, ancora non c'è stata l'occasione di ammirare forse il simbolo più noto di New York: la statua della Libertà. La pazienza è premiata: il quarto giorno lo dedicheremo proprio a Lei, alla “Libertà che illumina il mondo”, questo il suo forse un po' pomposo, ma ufficiale nome. Passando per Downtown, cuore pulsante dell'economia nordamericana e mondiale, fra edifici ultramoderno e grattacieli d'ogni stile, è possibile raggiungere Ellis Island e lì prendere lo Staten Island il traghetto gratuito che porta alla Statua. C'è dunque anche la possibilità di godersi questa passeggiata su fiume, gratuita, che permette la visione dello skyline cittadino da angolazioni altrimenti impossibili.

Al cospetto di una Signora bellissima, alta quasi cento metri e dall'età invidiabile e di oltre centovent'anni, bisogna togliersi il cappello. Dopo anni di difficoltà e problemi, finalmente dall'ottobre 2012 È possibile visitarla tutta, dalla base alla torcia, ma raccomandiamo pazienza: la fila può essere notevole.

5° giorno : Per la New York più alternativa, di controcultura, che ricorda di arie e atmosfere di qualche decennio fa, ma che nel contempo offre momenti di avanguardia e idee nuove l'East Village è forse una parte fra le più conservative e nello stesso tempo eccentriche della città. Questa descrizione, non si hanno difficoltà ad ammetterlo, può sembrare paradossale, ma a camminarci fra vicoli e strade si coglie intensamente questo spirito del quartiere legato per mille versi agli anni Settanta e nello stesso tempo proteso alle nuove tendenze. Artisti e caffè letterari da queste parti spuntano come funghi e se volete adattarvi bene all'andazzo generale e magari mimetizzarvi fra gli abitanti, non esitate a indossare i vestiti più eccentrici che abbiate portato con voi.

Per i carnivori più impenitenti, da queste parti Azul Bistrot è un must: bistecche di carne argentine più grande, spesse e tenere di quanto la vostra succulenta fantasia osi immaginare. Prenotare, tuttavia, non sarebbe una cattiva idea.

6° giorno : L'ultimo giorno è tutto per voi: perdetevi in città senza meta. Magari ad Harlem, la zona a forte concentrazione afroamericana, alla ricerca delle tipiche sfide fra appassionati giocatori di pallacanestro improvvisati o all'ombra del tranquillo Central Park, come un newyorchese qualunque. Se avete intenzione di portare qualche dono ricordo ad amici e aprenti, badate bene in quale strada spendete: a volte basta entrare in un quartiere di gran lusso senza accorgersene per trovare cartelli di prezzi a cui non ci si crede.

O una visita a Chinatown, anche se come per Little Italy, sebbene in tono minore, lo spirito della “Cina in America” è andata diluitasi con gli anni.

L'importante è vivere tutto ciò che la nostra voglia e fantasia – banali, tipiche o stereotipate che siano – ci suggeriscano. In fondo, spesso in un viaggio ricerchiamo e ci soddisfa non quello che è, ma quello che si vuol trovare.

 

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