Mar Morto e i luoghi della fede

Il Mar Morto
Il Mar Morto ha una propria tradizione storica e spirituale. Si crede che sia stato il sito di cinque città bibliche: Sodoma, Gomorra, Admah, Zeboiim e Zoar (Bela). Oggi la sua costa orientale è poco popolata e vi regna un’atmosfera serena. Questo è il luogo ideale per un viaggio panoramico in cui ammirare il paesaggio, in sostanza immutato sin dai tempi antichi.

La grotta di Lot
Una delle più significative scoperte archeologiche in Giordania è il sito del santuario di Lot vicino alla moderna Safi. Per decenni, guidati dalla mappa della Palestina sul mosaico di Madaba, che indicava l’esistenza di un tale sito, gli archeologi hanno cercato l’antica Zoar. Qui, secondo il libro della Genesi, Lot e le sue figlie cercarono rifugio nella grotta dopo che Dio distrusse la città di Sodoma. La grotta si trova su di una collina vicino ad una piccola fonte, e si affaccia sul Mar Morto. Si crede che la colonna di sale ritrovata nei pressi sia quel che resta della moglie di Lot, che disobbedì all’ammonimento divino di non voltarsi indietro mentre abbandonava Sodoma.
Esempio magnifico di monastero bizantino, il complesso vicino alla grotta comprendeva una chiesa con pavimento a mosaico e un’iscrizione che menziona il nome di Lot, stanze abitabili e camere funebri. Il luogo era già abitato da molto tempo, come dimostrano i manufatti risalenti al 3.000 a.C.

La Valle del Fiume Giordano
La Valle del Giordano si stende al confine nord della Rift Valley dell’Africa Orientale. Una volta discesa nel Mar Morto raggiunge 400 m sotto il livello del mare, il punto più in basso di tutta la superficie terrestre. Una tipica valle mediterranea, con inverni miti ed estati molto calde che, grazie alla bassa altitudine, è anche una serra naturale, ricca di minerali e d’acqua nelle erte wadi (valli) su ciascuno dei suoi lati.
In tempi antichi la Valle del Giordano era uno dei luoghi più fertili del medio oriente, ed è in questa che terra nacquero alcune delle civiltà più antiche del mondo. Oggi un’ampia rete di dighe e canali irriga la regione e ci sono ovunque segni di vita. Attraversando la valle in automobile, specialmente in primavera, potrete vedere la soffice coperta di grano, fiori e giardini che la adorna.

Betania e il battesimo di Gesù
La Valle del Giordano riveste anche un profondo significato per i turisti religiosi: da quasi due millenni l’area di fronte a Gerico è identificata come quella in cui Gesù Cristo fu battezzato da Giovanni Battista. A partire dal 1996 una serie di scoperte archeologiche sensazionali fra il Giordano e Tell al-Kharrar hanno permesso di assimilare quest’area alla la biblica “Betania al di là del Giordano”, dove viveva Giovanni al tempo in cui battezzò Gesù. L’altro nome di Tell al-Kharrar, Tell Mar Elias (“la collina di Sant’Elia”), ricorda il profeta Elia, che da qui ascese al cielo. Oggi la collinetta è il punto focale del Sito Battesimale ed è coperta dalle rovine di un monastero bizantino, costituito da chiese, ampie fonti battesimali e sistemi di conservazione dell’acqua. I ritrovamenti, risalenti al I secolo d.C., confermano che il sito era abitato durante le vite di Gesù e Giovanni Battista.
Un edificio del III secolo in cui si trova un mosaico pavimentale bianco è stato identificato come una “sala di preghiera” paleocristiana; se quest’ipotesi fosse corretta, la sala potrebbe essere uno degli edifici per il culto cristiano più antichi del mondo. Sulla Collina di Elia è stata anche individuata la grotta in cui, secondo numerosi testi di pellegrini bizantini, Giovanni Battista visse e battezzò. La chiesa bizantina costruita intorno alla grotta e il canale che si vede emergere sono venuti alla luce negli ultimi anni, e oggi possono essere visitati.
Più vicino al fiume Giordano sorgono altre quattro chiese bizantine, insieme ad ampie vasche integrate da un complesso sistema idraulico. Queste strutture si trovano menzionate nei testi degli scrittori bizantini, che le collegavano alla tradizione del battesimo di Gesù.

Madaba
Il viaggio a sud di Amman, lungo la Strada dei Re, antica di 5.000 anni, è uno dei viaggi più memorabili in Terra Santa, attraverso una striscia di importanti siti antichi. La prima città che s’incontra è Madaba, “la Città dei Mosaici”. L’attrazione principale di Madaba, all’interno della contemporanea chiesa greco-ortodossa di San Giorgio, è il mosaico bizantino del VI secolo che rappresenta Gerusalemme e altri luoghi sacri. Composta da due milioni di pezzi di pietra colorata, e grande 25 x 5 metri nella sua forma originale, che ancora oggi è quasi del tutto visibile, la mappa dipinge valli e colline, villaggi e città fino al delta del Nilo. Questo capolavoro non ha pari in Giordania, ma ci sono letteralmente dozzine di altri mosaici risalenti al periodo fra il V e il VII secolo, sparsi nelle chiese e nelle abitazioni di Madaba.

Il monte Nebo
A soli dieci minuti verso ovest si trova il sito giordano più venerato: il monte Nebo, con il monumento a Mosé situato nel luogo dove si presume che il profeta sia morto e sia stato sepolto. Una piccola chiesa a pianta quadrata fu costruita in questo punto dai primi cristiani bizantini, e più tardi si espanse in un vasto complesso. Sessant’anni di scavi hanno rivelato una chiesa basilicale e un vasto gruppo di edifici monastici. Da una terrazza di fronte alla chiesa si può godere una vista mozzafiato sulla Valle del Giordano e sul Mar Morto, fino ai tetti di Gerusalemme e Betlemme.

Macheronte
Se proseguite il viaggio sulla Strada dei Re, e dopo aver lasciato Madaba svoltate a destra a Libb, arrivate in breve tempo a Macheronte (Mukawir in arabo). Alla morte di Erode, Erode Antipa ereditò questa fortezza, ed è qui che egli ordinò la decapitazione di Giovanni Battista.

Umm Ar-Rasas
Sia il Vecchio che il Nuovo Testamento la citano, i romani la fortificarono e i cristiani locali continuarono ad abbellirla con mosaici in stile bizantino per oltre un secolo dopo l’inizio della dominazione musulmana: Kastron Mefaa, la moderna Umm ar-Rasas, ha una lunga storia. La città dalla fortificazione rettangolare è una distesa di rovine, ma diversi edifici nella sua parte orientale, comprese chiese, una corte con un pozzo, scale e magnifici archi in pietra, sono stati rinvenuti e restaurati. Ma l’attrazione principale sorge all’esterno delle mura: è la chiesa di Santo Stefano, con il suo pavimento a mosaico perfettamente conservato, il più grande in Giordania. Il mosaico mostra l’immagine di 15 città della Terra Santa, sia ad est che ad ovest del fiume Giordano, una scoperta seconda soltanto al mosaico pavimentale di Madaba. A meno di 2 chilometri dalla città fortificata sorge la più alta torre antica della Giordania, un enigma che continua a sconcertare gli specialisti: una torre a pianta quadrata alta 15 metri, priva di porte e scale interne, oggi dimora di stormi d’uccelli.

 

 

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PETRA LA CITTA' DEI NABATEI

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