Castello di Masino

D’origine alto-medioevale e per dieci secoli residenza dei Conti Valperga di Masino, dal 1987 è proprietà del FAI. Trasformato nel tempo in residenza di campagna e circondato da un vasto parco all'inglese, domina la pianura canavesana. Nella Cappella interna sono conservate le ceneri di Arduino d'Ivrea, re d’Italia.

Origini del castello di Masino
A Caravino, arroccato su una collina nell’incantevole scenario dell’anfiteatro morenico di Ivrea, sorge il Castello di Masino che da secoli domina l’ampia e verdeggiante pianura del canavese. La sua edificazione risale all’XI secolo, su commissione della prestigiosa famiglia Valperga, diretta discendente dalla dinastia di Re Arduino, eletto nel 1002 da un gruppo di vassalli Primo Re d’Italia, le cui spoglie sono conservate all’interno della cappella del castello. Immersa in un romantico parco, la reggia racconta secoli di storia e custodisce all’interno delle sue eleganti sale, le influenze stilistiche, il gusto e le tradizioni delle diverse generazioni che si sono susseguite nei secoli. L’aspetto attuale del complesso residenziale discerne un pò dalla struttura che precedeva l’intervento di restauro, iniziato nella seconda metà del Cinquecento, che esibiva forme meno signorili.

Successivi decori volti ad impreziosire gli interni e i numerosi affreschi che decorano le pareti, testimoniano l’attenzione dei Valperga alle avanguardie artistiche, come il passaggio della cultura figurativa lombarda è evocato nella Sala della Musica e nelle sovrapporte della Camera degli Ambasciatori di Spagna, piuttosto che il linguaggio in tarda Maniera che impreziosisce il Salone dei Gobelins e la Sala del biliardo. La Sala degli Antenati e la Stanza degli Stemmi custodiscono gelosamente gli antichi araldi di famiglia.

Fu Francesco I di Masino a richiedere nei primi del Settecento, l’allestimento della Sala dedicata ai Savoia, il cui il soffitto è solennemente ornato dagli stemmi nobiliari che illustrano le origini della famiglia reale. Gli ammodernamenti apportati a fine secolo, improntati verso il gusto neoclassico, sono invece attribuiti a due noti esponenti del casato: Carlo Francesco II, vicerè di Sardegna, a cui si deve la realizzazione dello Scalone a due rampe che conduce al primo piano, e a suo fratello l’abate Tommaso Valperga di Caluso, proprietario della ricca e unica raccolta di ritratti affrescati sulle pareti della Galleria dei Poeti.

Il FAI e il recupero del castello
Il FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) è una fondazione senza scopo di lucro istituita nel 1975 che agisce per tutelare e per dare l’opportunità a tutti di fruire dei beni e delle innumerevoli risorse che compongo il patrimonio artistico e culturale del territorio italiano, al fine di sensibilizzare i cittadini e le nuove generazioni all’amore per la cultura, l’arte, la storia e l’ambiente. L'abbondanza di stili e l’accumulo di tradizioni raccolte nel complesso del castello, costituiscono un patrimonio artistico e culturale di inestimabile valore, dal 1987 entrati a far parte dei beni custoditi dal FAI, che da più di trent’anni si interessa di preservarne la memoria storica e di conservarne le preziose testimonianze esposte al suo interno.

I presupposti della fondazione sembrano racchiusi nella Sala da ballo del Castello che, con le sue ampie finestre, crea una sublime integrazione fra i paesaggi dell’Arcadia illustrati negli affreschi sulle parerti interne, e gli scorci panoramici della valle che abbraccia la riserva. In particolare, il FAI si interessa di preservare il Salotto Rosso, che ospita la ricca collezione di miniature e i ritratti di “belle donne” e intende conservare il Parco che si sviluppa attorno al castello, attraverso un progetto di restauro conservativo che tende a ripristinare l’antico tracciato della “strada dei 22 giri”, la cui soluzione all’inglese (che esalta l’aspetto più spontaneo della natura), si va a sostituire nell’Ottocento all’originaria eleganza formale tipica del giardino rinascimentale all’italiana. Infine nel progetto è inclusa la preziosa collezione di carrozze ottocentesche, modelli rari ancora conservati nel Palazzo, adiacente al castello e la raccolta dei 20.000 volumi della Biblioteca della colta famiglia che ne attestano l’elevato pregio, nonché l’archivio genealogico che consente di ricostruire secoli di storia e aneddoti del casato Valperga di Masino.

 

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