Carta del Deserto

Carta del Deserto, per preservare il Deserto e rispettare gli uomini del Deserto

 

libia deserto 2010


I - Avvicinarsi al deserto esige più precauzioni, rispetto ed umiltà di quanto generalmente si suppone.
Ciò che rimane della natura selvaggia non è a disposizione dell’uomo. Come per tutte le creature, vige il diritto alla vita così come il dovere di mantenere intatti gli equilibri del proprio ambiente per il rispetto delle generazioni future.

II - Rispettare l’integrità del deserto senza lasciare alcuna traccia inutile del proprio passaggio.
Per il futuro, è importante proteggere l’esistenza di queste aree naturali e preservarle. Testimonieranno un mondo naturale intatto, riferimento indispensabile per la vita dello spirito.

III - I nomadi ci insegnano a riscoprire la gerarchia delle necessità.
Gli uomini del Deserto sono perlopiù nomadi; in questo modo possono utilizzare naturalmente ciò che li circonda senza compromettere gli equilibri fondamentali dell’ambiente. Le civiltà nomadi non sono inferiori o superiori alle civiltà stanziali, hanno semplicemente un rapporto diverso con la realtà che le circonda; esprimono pertanto un altro sistema di valori, i soli possibili nel Deserto.

IV - L’insorgenza di bisogni inutili è incompatibile con la vita nel Deserto.
Tra il viaggiatore nel Deserto e l’uomo del Deserto è auspicabile si possano stabilire relazioni di parità. Il progresso materiale non è un criterio di superiorità ma di differenza. La creazione di bisogni inutili e incompatibile con la vita nel Deserto. Il riflesso turistico del “regalo” o qualsiasi altra forma di assistenza non rispecchiano il senso che l’uomo del Deserto ha della dignità.

V - Per decidere liberamente del loro futuro, gli uomini del Deserto debbono conoscere tutte le conseguenze a lungo termine, delle proposte che sono loro fatte.
La civiltà industriale moderna destabilizza gli uomini del Deserto poiché li mette a confronto con problemi difficili da comprendere. Da quando l’uomo occidentale ha preso coscienza delle proprie responsabilità riguardo a questa tematica, ritiene il proprio intervento pienamente giustificato. In realtà, sarebbe doveroso informare l’uomo del Deserto sulle cause e le conseguenze di un incontro tra le due civiltà, per studiare con lui le soluzioni possibili ed aiutarlo a metterle in pratica.

VI - Le esperienze degli uomini del Deserto devono diventare patrimonio dell’umanità.
L’uomo del Deserto non appartiene al passato, ma è una realtà attuale. Attraverso uno scambio di esperienze, si può stabilire una relazione di parità tra l’uomo del Deserto ed il viaggiatore nel Deserto. La vita in armonia con la Natura è infatti motivo di insegnamento e rappresenta una delle grandi opportunità attuali per una migliore conoscenza di se stessi ed un cambiamento dei nostri comportamenti, anche rispetto agli altri.

VII - Il Deserto : Libro di memorie e di comunione.
Ogni Deserto offre un rapporto originale tra tempo e spazio. È la comunione tra i ricordi e le tracce delle civiltà antiche e di quelle attuali. Il tipo di relazione tra i regni della Natura alla quale il Deserto obbliga, conduce ad un incontro e ad una comprensione più immediate tra gli uomini.

Questo testo è tratto da "Charte du Desert", scritto dal viaggiatore francese ed esperta guida sahariana Jean-Claude Bourgeon.

 

 

 

 

 

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